“A metà strada”: il primo album di Bosa tra introspezione e pop-rock d’autore

“A metà strada” è un esordio discografico che si presenta con le idee chiare sul piano concettuale e con un approccio sonoro coerente con la propria intenzione espressiva. Bosa, pseudonimo di Salvatore Carotenuto, costruisce un percorso in nove tappe che muove dalla tensione verso l’altrove delle tracce iniziali fino alla resa dei conti con se stesso delle tracce finali, senza mai cercare svolte spettacolari. Il lavoro si muove nel pop-rock d’autore italiano con arrangiamenti calibrati per non soffocare la voce, che resta il principale vettore espressivo. “Possiedo sogni” è la traccia che meglio sintetizza la tensione tematica del disco: i sogni come forze contraddittorie, capaci di spingere avanti e di trattenere allo stesso tempo. “Una lacrima al giorno” porta il progetto al suo punto di svolta emotivo, con un cambio di registro netto rispetto alle tracce precedenti. Qualche perplessità emerge su “Infinitesimo respirare”, che nella sua forma di flusso di coscienza resta a tratti troppo sospesa per trovare un aggancio melodico definitivo, risultando meno incisiva rispetto al resto del disco. Nel complesso, “A metà strada” dimostra una maturità compositiva insolita per un primo album, con un filo conduttore che tiene per tutte le nove tracce e un equilibrio tra forma e contenuto difficile da raggiungere all’esordio.

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