Dopo il successo globale di “MELODY” con oltre 1,5 miliardi di visualizzazioni su TikTok e 26 milioni di stream su Spotify, dal 22 maggio 2026 è in rotazione radiofonica “Survivor (1989 Future Mix)”, il nuovo singolo di Plustwo & Belen Thomas disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 26 aprile.
“Survivor (1989 Future Mix)” rilegge in chiave contemporanea uno dei brani più riconoscibili del repertorio di Belen Thomas. Cantato originariamente da Mike Francis e, in una seconda edizione, interpretato in coppia con Belen Thomas, il brano ha scalato le classifiche nell’estate del 1989.
Questa nuova registrazione mantiene l’impianto e l’arrangiamento originali, conservandone il caratteristico sound “Spanish dance”, tra suggestioni anni Ottanta, atmosfere synth-pop e bpm dance. La produzione interviene con decisione sul mix con una dinamica più attuale, restituendo al brano maggiore profondità sonora e una resa contemporanea.
Conosciamoli meglio!
Come nasce la vostra formazione e qual è la vostra storia?
I Plustwo nascono nei primi anni Ottanta da un incrocio abbastanza particolare: due musicisti veneziani, Giorgio Costantini e Renzo Zulian, e due cantanti romane, Belen Thomas e Sue Sadlow, pseudonimi artistici delle sorelle Antonella e Marina Bianchi.
La cosa interessante è che non eravamo quattro persone con lo stesso percorso. C’era chi veniva dalla musica strumentale, chi dallo studio, chi dal pop, chi dal jazz-rock. Ampio uso dei sintetizzatori e delle prime drum machine, ma anche melodie molto cantabili.
“Melody” nacque dentro quel clima: elettronica, pop e dance, senza l’idea di stare dentro una categoria precisa. All’epoca uscì in modo sfortunato: nonostante la promozione televisiva e l’uso come sigla in un paio di trasmissioni, il disco arrivò nei negozi con due mesi di ritardo e lla fne vendette poco più di 600 copie. Poi il brano ha avuto una seconda vita molto più grande di quanto potessimo immaginare: oltre 1,5 miliardi di visualizzazioni su TikTok certificate da ByteDance (l’azienda di TiktTok) e circa 26 milioni di stream su Spotify, con il primo posto nelle chart virali del Regno Unito e il terzo negli Stati Uniti.
La parte più strana è che tutto questo è successo molti anni dopo, dopo che ognuno di noi aveva continuato a fare musica in modi diversi: Belen con la sua carriera solista, Renzo come tenore lirico internazionale, Marina/Sue tra studio e produzioni diverse, ed io tra arrangiamenti, tour e collaborazioni. La ripartenza si é avviata con una nuova versione di “Melody” realizzata ex-novo dai Plustwo senza case discografiche.
Raccontanteci del vostro singolo “Survivor (1989 Future Mix)”: ricordi, ispirazione e realizzazione
Il primo ricordo va a Mike Francis, che era l’autore del brano e un cantante davvero speciale. Aveva una voce riconoscibile, elegante, intima. La versione del 1989, cantata in coppia con Belen Thomas e da me arrangiata fu un momento molto felice: entrò rapidamente nella Top Ten e per un’estate intera fu tra quei brani che sentivi ovunque.
Rimetterci mano oggi non era scontato. “Survivor” aveva già una identità precisa, con quel colore Spanish dance e synth-pop di fine anni Ottanta. Il rischio era finire col farne una copia più debole, oppure renderlo troppo moderno e perdere proprio quello che lo rendeva riconoscibile.
Abbiamo scelto di partire dalla versione dell’89, mantenendone l’impianto, ma lavorando sul mix, sulla presenza delle voci e sulla resa sonora complessiva. Le parti che erano di Mike Francis sono oggi affidate a Sue Sadlow. Non volevamo imitare Mike: sarebbe stato impossibile e anche poco giusto nei confronti della sua storia. Sue ha portato un altro colore, più interno alla nostra storia di gruppo.
Volete lanciare un messaggio con il vs singolo? Qual è la caratterizza che rende il vostro modo di fare musica unico rispetto agli altri?
Prendendo in prestito da Bennato il suo “sono solo canzonette”, parlare di messaggio forse è un po’ impegnativo. Però le canzoni, anche quando sembrano leggere, qualcosa si portano dietro.
“Survivor” parla di sopravvivenza, ma non in modo eroico… é più la storia di chi attraversa cambiamenti, delusioni, passaggi difficili, e resta in piedi. Oggi quella parola suona diversa rispetto al 1989. Forse perché ci siamo abituati tutti a sentirci un po’ più esposti, anche se dall’esterno sembriamo tutti più connessi e più forti.
Quanto al nostro modo di fare musica, credo che la particolarità sia nel tenere insieme cose diverse senza volerle per forza spiegare troppo: pop, elettronica e dance.
Quale artista vi ha maggiormente influenzato nella vs carriera e con chi invece sognate di poter collaborare?
Più che un solo artista, per i Plustwo ci hanno influenzato molte canzoni costruite bene al momento in cui la creammo. In “Melody” si possono sentire certe suggestioni vocali alla Kate Bush (oggi riscoperta dalle nuovissime generazioni), il gusto pianistico e pop di artisti come Hall & Oates o Supertramp.
Poi ognuno di noi ha portato dentro Plustwo un bagaglio diverso. Belen veniva da un pop molto internazionale e scenico, Marina/Sue da esperienze vocali e di studio molto varie, Renzo era un polistrumentista che piú tardi sarebbe passato alla lirica.
Quando di recente “Melody” è esplosa sui social, alcune major hanno pensato che fossimo un progetto nuovo e un po bizzarro che fingeva di essere anni Ottanta, simulando vhs consumate e balletti improbabili. Invece era tutto vero.
Sulle collaborazioni siamo aperti, il presente viaggia in questa direzione.
Quali sono i vostri progetti per il futuro?
Prima di tutto continuare a divertirci. Sembra una risposta semplice, ma per noi è abbastanza centrale: fare musica senza l’ansia di dover dimostrare qualcosa, dal momento che l’abbiamo giá dimostrato.
Stiamo lavorando sia su brani legati al nostro repertorio storico, sia su idee nuove. Dopo quello che è successo con “Melody”, è difficile pensare che una canzone abbia una sola occasione. E qualsiasi brano ci dia ancora voglia di tornare in studio, è già un buon motivo per lavorarci.







