The Monkey Weather: rielaborare il punk in forma pop

Questo nuovo lavoro dei The Monkey Weather sa di punk con quei modi corali di voce irriverente, poi sfoggia soluzioni di strofa e ritornello alla pop-maniera… e su tutto si fa “crooner” quanto basta per irritare la percezione e il flusso. E tutto questo suona di buona salute dentro un EP dal titolo epocale: “È sempre colpa degli altri”. Ovviamente non possono mancare video degni di nota in rete…

MONKEY COVER

Finalmente in italiano… cosa cambia? Cosa rimpiangete?
Scrivere in Italiano è una scommessa. Cade la maschera protettiva dello scrivere in inglese, dove puoi anche non essere proprio capito a favore della musicalità, alla nudità della lingua madre che lascia poco spazio all’immaginazione. Cambiano le metriche, le frasi, è difficile soprattutto se la matrice rimane un suono brit. Ma è stimolante e divertente. Sinceramente rimpiango ben poco. Il rimpianto ci sarebbe se non avessimo mai scritto in inglese. Abbiamo esplorato due universi. Possiamo dirci contenti

Quanto c’era dei REM, quanto dei R.S., quanto dei Beatles… dall’Italia che cosa avete preso?
Beh diciamo che dei Beatles tutto il prendibile lo abbiamo cercato di prenderlo. Sono una fonte di ispirazione inesauribile e ad oggi ci stupiamo ancora di alcune soluzioni che sono passate a livello osmotico e che ritroviamo quando magari ci troviamo a strimpellare i loro pezzi. Dei RS avremmo voluto prendere l’elisir di lunga vita, la continuità. Dei REM forse a volte il loro essere cerebrali. Ma penso che se dovessimo tirare un nome a cui ci siamo sempre ispirati, beh non possiamo non citare gli Oasis. A livello italiano spaziamo dalla formazione della scuola cantautorale all’elettronica dei primi Subsonica o al groove dei 99 posse. Insomma abbiamo avuto la fortuna di sentire un sacco di bella musica.

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Se vi chiedessi lo scopo dello scrivere una canzone?
Lo stesso di respirare, mangiare, dormire, bere, grattarsi citando Guccini; è una cosa che è dentro di noi, non c’è scopo se non quello che devi farlo e che per te è vitale. Quando arriva il momento devi farlo e basta. Michelangelo diceva «Non ha l’ottimo artista alcun concetto / ch’un marmo solo in sé non circonscriva / col suo superchio, e solo a quello arriva / la man che ubbidisce all’intelletto>> ecco con molta modestia anche per noi è così sullo scrivere una canzone

Quanti temi delicatissimi… dal tradimento alla rinascita: come a dire che un disco così “leggero” di punk e accordi maggiori, si scrive solo dopo aver emancipato il fango e la rabbia?
Se per emancipato vuoi dire digerito con tutti i mal di pancia relativi allora sì, è così. Forse è anche nel contrasto tra uno stile punk leggero e un tema difficile che sta la forza di questo lavoro. Penso che inconsciamente ci sia la volontà di una rinascita molto forte e che quindi le sonorità si rivolgano a quel positivismo da accordo maggiore. I testi raccontano cose molto dolorose e quindi tendono ad essere meno leggeri ecco.

Ho notate che spesso le liriche sono poco “quadrate”, come dire: soprattutto nelle strofe spesso uscite dal modo pop di far entrare precisamente tutte le parole nel loro spazio. Vero?
sì credo sia parte del passaggio all’italiano. Sacrifichiamo la metrica per il concetto, forse un po’ prolissi, come lo eravamo anche in inglese ma lì gli accenti aiutavano meglio a far quadrare tutto. Come detto prima nei testi c’è molto dolore, molta vita vissuta. Sacrificare un’emozione per una rima o per la metrica non ci veniva naturale, abbiamo scelto di dire tutto e di non dimenticarci di nulla.

Chi sono i sette serpenti?
Sono i compagni di viaggio di una bambina che adesso è una donna a cui ho voluto bene. Sono le sue paure, i suoi traumi, le sue brutte storie. Sono quelle che abbiamo tutti, chi più chi meno, con le quali tutti cerchiamo di convivere più o meno facilmente. La scelta dei serpenti è perchè fin dall’antichità il serpente è l’animale tentatore per eccellenza, quello che ha portato via Eva dalla strada giusta e l’ha messa su quella sbagliata. Sono la metafora di quanto le nostre paure, i nostri traumi, il nostro passato, possano tornare e portarci tutti i giorni fuori rotta, impedendoci di vivere la vita, i sentimenti, le relazioni al meglio delle nostre possibilità. Si spera sempre che il nostro bambino interiore, quello che è puro, riesca a convivere con i serpenti e non farsi tentare dal loro carico di paura

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