“Che Sbatti”: i Paper Walls tra rabbia, ironia e voglia di svegliare le coscienze

Paper Walls foto

Con il nuovo EP Che Sbatti, i Paper Walls tornano a raccontare le contraddizioni della società contemporanea. Tra sarcasmo, critica sociale ed esperienze personali, la band ci parla del valore del tempo, della crescita artistica maturata negli anni e della collaborazione con V_Rus, che ha contribuito a definire l’identità sonora del progetto. In questa intervista emergono la loro visione della musica, il rapporto creativo all’interno della band e l’ambizione di lasciare un segno nel panorama rock italiano.

Quanto vi ha aiutato l’esperienza accumulata negli anni nella realizzazione del vostro nuovo Ep Che Sbatti?

Tantissimo, per la scrittura, in studio… è stata fondamentale. È un aspetto importante per noi.

Nei brani raccontate con ironia, sarcasmo e rabbia le contraddizioni della società contemporanea, vi è mai capitato di auto censurarvi durante la scrittura di un testo?

No, mai…! Sonia che è l’autrice, scrive davvero quello che decide di scrivere. Nel bene e nel male, non si limita nessun filtro.

Come gestite le differenze creative all’interno della band?

In maniera molto tranquilla in realtà. Ascoltiamo musica molto diversa, però quando scriviamo insieme il nostro background ci influenza e mettiamo a disposizione del progetto, cercando di tirare fuori il meglio per noi e al centro c’è sempre il brano che stiamo scrivendo.

Che messaggio volete lasciare a chi si sente schiacciato dalla routine?

Per non sentirsi schiacciati delle volte basta prendersi una pausa breve da tutto e fare un grande respiro, delle altre c’è bisogno di analizzare le scelte e capire quelle che sono le proprie priorità. Troppo spesso dimentichiamo il valore del nostro tempo, perciò forse bisogna partire da questo e avere il coraggio anche di staccare o magari lasciare ciò che non ci fa stare bene.

Quali sono delle differenze tra i Paper Walls e le altre rock band italiane?

I Paper Walls hanno l’ambizione di svegliare un po’ le coscienze, oltre a voler raccontare eventi, emozioni e spaccati reali. E poi rock band con una voce femminile se ne vedono sempre così poche…! 

La collaborazione con V_Rus ha inciso più sull’estetica sonora o sull’approccio creativo? Vi ha messo in discussione come gruppo?

La collaborazione con V_Rus è stata fondamentale, un’esperienza di crescita enorme per noi, perché è davvero un fuoriclasse. La sua impronta è stata decisiva soprattutto per ciò che riguarda l’estetica dei brani. I suoi consigli però ci sono stati anche molto utili dal punto di vista creativo. Lavorare con lui non ci ha messi in discussione, era proprio ciò che volevamo per aggiungere qualcosa in più al nostro percorso, ha letto  dentro il nostro progetto.