Prima di diventare autore dei propri brani, Alessandro Ponte ha attraversato un percorso artistico particolare. Architetto di professione e musicista per passione, ha coltivato per molti anni la musica in modo personale, suonando la chitarra e sviluppando un ascolto ampio che spazia dalla bossa nova al jazz, dal pop al rock. Solo negli ultimi tempi ha deciso di riunire le idee musicali accumulate nel corso degli anni e trasformarle in composizioni complete.

Ti accompagno ancora rappresenta una nuova tappa di questo percorso. Il brano racconta la relazione tra due persone che restano insieme per molto tempo, mettendo al centro la trasformazione dei sentimenti che avviene con il passare degli anni.
La canzone nasce al pianoforte, strumento che Ponte utilizza raramente ma che in questo caso diventa il punto di partenza della composizione. Da una prima idea melodica prende forma l’intera struttura musicale. Gli accordi e il motivo principale emergono insieme, creando una linea che ritorna più volte nel corso del brano e ne definisce il carattere.
Il testo si concentra sui momenti condivisi e sulla percezione del tempo che scorre. Non è un racconto lineare ma una serie di immagini che descrivono la relazione nella sua evoluzione. La scelta di evitare metafore troppo convenzionali rende la canzone più vicina alla realtà delle relazioni quotidiane.
Dal punto di vista musicale, l’arrangiamento segue una direzione quasi sinfonica. La collaborazione con Andrea Maddalone contribuisce a dare profondità al brano, arricchendo la tessitura sonora con interventi strumentali che sostengono la melodia senza sovrastarla.
Ti accompagno ancora si inserisce nel percorso avviato da Ponte con il singolo Sofia non lo sa. Se quel primo brano mostrava una forte influenza della bossa nova, questa nuova composizione si muove verso un linguaggio più cantautorale e orchestrale.
Il risultato è una canzone che prova a raccontare l’amore nel suo sviluppo nel tempo, offrendo un punto di vista meno frequente ma estremamente umano.




