Con “No No Note”, Dose racconta il tempo sospeso delle notti insonni, trasformandole in uno spazio di riflessione, errori e consapevolezza. Il brano attraversa il peso delle parole non dette, dei giudizi esterni e delle verità distorte, mentre le relazioni emergono come punti di riferimento nei momenti più fragili. Tra ripetizioni ipnotiche e immagini dirette, l’artista mette in scena un conflitto umano e universale: quello tra ciò che si consiglia agli altri e ciò che si vive davvero.
“No No Note” nasce da notti insonni e momenti di riflessione: che tipo di stato emotivo ti ha portato a scrivere questo brano?
Non uno stato emotivo in particolare, ma la semplice voglia di raccontare veramente come me la vivo al di fuori di quello che possono vedere tutti. Oltretutto si sa molto bene che quando si è nel cuore della notte i pensieri viaggiano, e alimentano il tutto… Solo in quel momento non abbiamo nessuna possibilità di distrazione o dobbiamo per forza ascoltarli.
Nel testo parli di parole non dette e voci esterne che deformano la verità: quanto ti hanno influenzato le opinioni degli altri nel tuo percorso?
Le parole di terze persone non mi hanno influenzato particolarmente, ma il risultato del voler costantemente alterare le scelte e sopratutto gli errori altrui mi ha dato una sorta di spinta di espormi e dire veramente sempre tutto mettendomi a nudo in contesti che molte volte non avevo il coraggio di fare.
Le notti diventano una sorta di archivio emotivo nel brano: cosa ti hanno insegnato quelle più difficili?
A non nascondermi nemmeno davanti ai peggiori errori commessi, se non cerchi di giustificarti (anche quando sai che sarebbe giusto spiegare la verità) capisci che togli la possibilità a molte dicerie di continuare ad essere alimentate.
Nel pezzo emerge una tensione tra ciò che consigli agli altri e ciò che vivi davvero: quanto è difficile essere coerenti con sé stessi?
Io sono coerente con me stesso, ma consigliare è sempre facile, mettere in pratica quando subentrano i propri sentimenti e non si sta parlando a terze persone purtroppo non molto. È un riflesso spontaneo lasciare che le emozioni prendano il “sopravvento”.
Se dovessi riassumere “No No Note” in una sola immagine notturna, quale sarebbe?
La sagoma di una persona che cammina in una strada deserta nel cuore della notte.





