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Abissi: ci parlano di “Paramagia”, un disco che è un altare sonoro

Con Paramagia, gli Abissi tornano con un disco che è un altare sonoro, dove il peso del rock si intreccia a visioni liquide, tensioni occulte e melodie che tagliano come vetro.
Le chitarre non si limitano a colpire —ipnotizzano. Paramagia nasce a Milano e suona come l’idea che la band ha del rock pesante, rituale, vivo.

BIO
Abissi nasce nel 2018 dall’incontro tra Francesco Menghi (già frontman dei Veracrash), Luca Ibba (ex batterista degli ODE) e Agostino Marino (già chitarrista dei Little Pig), successivamente si aggiunge Alessandro Stranieri al basso, che proviene da esperienze più goth e wave. Il quartetto ha base a Milano, cornice ideale per una proposta musicale che si muove tra heavy rock psichedelico cantato in italiano e un’ampia gamma di influenze: dallo stoner rock passando per doom, new wave, alternative, noise etc…
Nel dicembre 2020 pubblicano il singolo “Interzona”, accompagnato da un videoclip. Il debutto discografico arriva il 25 settembre 2022 con l’acclamato “Oltre”.
Il nuovo lavoro in studio, “Paramagia”, è previsto per Gennaio 2026, anticipato da due singoli, il primo dei quali “Pizzo” uscirà il 17 settembre 2025 e il secondo “Madama Cristina”; l’8 Novembre 2025. Entrambi i singoli sono accompagnati da videoclip.

L’INTERVISTA

In Paramagia la voce spesso rinuncia alle parole: quando è nata questa scelta?
No, è nata un pò a caso, quello che mi veniva sul momento.

Cosa vi affascina dell’idea di una voce che suggerisce invece di raccontare?
Non saprei, certamente ci piacciono le voci melodiche e sognanti. Non amiamo troppo le urla, il growl etc…che sono molto diffuse nel genere.

I vocalizzi funzionano come ritornelli non convenzionali: li pensate come un mantra?
No, è cosa comune nel rock e nello stoner vocalizzare i ritornelli. Pensiamo a band come Turbonegro o Los Natas, diversissime fra loro, ma piene di vocalizzi sui ritornelli

È una scelta più istintiva o concettuale?
Sì direi di si, veniva bene, stava meglio che cantarci sopra, in questo caso

Come cambia la scrittura di un brano sapendo che la voce soprattutto nei ritornelli non sarà narrativa?
Non cambia nulla, nel senso che tutto nasce in maniera istintiva, che sia con testo e cantata, strumentale o altro. Sono dettagli a cui non pensiamo in fase di scrittura, tutto viene molto naturalmente.

Avete mai provato a scrivere testi “tradizionali” e poi scartarli?
Non amo molto i testi tradizionali, lavoro sempre per immagini.

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