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Dimenticate Angelika: Angelica Del Nibbio si riprende il suo nome e la sua libertà

Angelica Del Nibbio torna con Il profilo del mare, un singolo che segna l’inizio ufficiale del suo progetto personale, caratterizzato da atmosfere intime e riflessive. Cantautrice e musicista, Angelica racconta in questa intervista il percorso che l’ha portata a scegliere il proprio nome anagrafico, le sfide e le libertà dell’essere indipendente, l’influenza della città di Firenze sulla sua creatività e il delicato equilibrio tra vulnerabilità emotiva e mestiere di cantautrice.

Il profilo del mare segna l’inizio ufficiale del tuo progetto con un singolo intimista e riflessivo: quali sensazioni e intenzioni ti hanno guidata nella scrittura di questo brano così personale e sospeso?
É nato in modo molto spontaneo, parallelamente alla musica. Uno dei produttori di Quintoquarto è anche il mio fidanzato, quindi sicuramente c’è l’amore di mezzo, tanto per iniziare. Inoltre eravamo a Firenze con 40 gradi e l’unico desiderio era il mare; probabilmente anche questo ha inciso. Comunque l’intento era quello di restituire la sensazione del tempo lento estivo tramite una serie di immagini coerenti.

In passato ti sei presentata come Angelika, con il singolo Cilekka. Che cosa ha significato per te questo cambiamento artistico e personale nel passare al tuo nome anagrafico?
Io ho iniziato da piccolissima a scrivere, dunque ho attraversato tante fasi e ho avuto la fortuna di collaborare con musicisti veramente bravi. Detto questo, credo che l’industria musicale metta molta pressione e fretta, ed il mio vecchio progetto musicale risente di un’ingenuità e di un’infantilità che è indubbia ma che trovo anche corretta da un certo punto di vista. Circondata da trap (che ascoltavo a ripetizione) e da una scena che si muoveva verso quella direzione, ho seguito la scia. Posso dire che non mi rappresenta? No, perché è stata comunque una parte del mio percorso e sono grata alle persone che hanno lavorato con me in passato. Ad oggi sono felice, convinta al 100% del mio nuovo progetto e non m’interessa più se ci sono altre Angeliche su Spotify o se sono meno “trovabile”… è ok così!

Essere un’artista indipendente comporta spesso scelte creative e pratiche molto diverse dal mainstream. Come vivi questa condizione e quali sfide o vantaggi ti regala nella tua musica?
Negli ultimi 5 anni sono stata molto più legata alla scena americana e africana rispetto a quella italiana, della quale, devo ammettere, non so molto al momento. Essere indipendente richiede tanta volontà… sia da parte nostra (lato produzione musicale) sia da parte di chi collabora con noi; tutti sanno perfettamente che non ci possiamo permettere chissà quali spese, quindi quello che ci lega e ci motiva è una visione comune.

Il singolo è nato a Firenze, e la città sembra avere un ruolo importante nella tua esperienza creativa. In che modo la scena musicale fiorentina ti ha influenzata o accompagnata nel tuo percorso?
Mi ha veramente cullata Firenze! Mi piacerebbe tanto vedere una scena più attiva, ma sto scoprendo tante belle realtà, tanti artisti talentuosi e questo mi riempie di gioia. Vorrei un grande festival estivo di musica emergente, magari fatto all’ex ippodromo… sperare è gratis!

Nei tuoi testi emergono fragilità, silenzi e intimità. Come riesci a gestire l’equilibrio tra vulnerabilità emotiva e mestiere di cantautrice quando porti i tuoi brani dallo studio al palco?
Mah insomma! Io sono abbastanza un animale da studio. Mi piace cantare live, ma devo trovare una mia dimensione che mi faccia sentire sul palco come mi sento in studio, ovvero a casa. Ripeto, ho iniziato da giovanissima a cantare live ed è stata una bella pressione per me, quindi sto imparando adesso a godere appieno del palco, in una dimensione diversa. Sto pensando ai futuri live con musicisti: secondo me stabilire un buon legame con loro potrebbe essere la chiave di un nuovo rapporto con il palco.

Guardando avanti verso l’EP che stai costruendo, quali temi o orizzonti artistici senti di voler esplorare rispetto a Il profilo del mare, e come immagini che la tua carriera possa evolvere nei prossimi anni?
Allora step by step! Il filo conduttore dei brani è il mio legame con la natura e con la terra natia dei miei nonni, la Maremma. Per quanto riguarda la mia carriera, mia mamma dice “finché non l’hai concretizzato non dirlo”, quindi dirò le cose appunto step by step!

https://www.instagram.com/delnibbioangelica