
In “Lacrime nascoste” Rugge mette a fuoco una fragilità che appartiene a molti, ma che pochi riescono a raccontare senza scivolare nel luogo comune. La canzone parla del silenzio come forma di difesa e, allo stesso tempo, come condanna. Il protagonista non grida, non chiede, non espone: trattiene. È qui che il brano trova la sua forza, nel raccontare il logoramento lento di chi reprime per dimostrare di essere forte. Rugge scrive con un linguaggio diretto, ma mai scontato, evitando frasi fatte e lasciando spazio al non detto. La scelta musicale è coerente: un arrangiamento misurato che non cerca l’esplosione emotiva, ma accompagna la progressiva chiusura interiore. “Lacrime nascoste” non è una canzone sul pianto, ma su ciò che succede quando le lacrime non escono.








