Ciao Pit, abbiamo visto su Spotify che nel 2023 hai prodotto 4 brani e quest’anno hai iniziato subito con un bel pezzo RAP dal titolo Tangentopoli, cosa ti sta spingendo a produrre musica con questo ritmo?
In effetti, considerando che faccio tutto da solo (produzione, registrazione, mix e master), non è un brutto ritmo! Battute a parte, in realtà nel 2024 vorrei essere ancora più produttivo. Questo perché ho tardato ad esordire con i singoli ufficiali e ora, in un certo senso, ho voglia di recuperare. Ma soprattuto sono in una fase molto creativa e ho davvero tanto da dire.
Tornando a Tangentopoli, il brano sembra un bel classico rap old school, che come tale tratta di politica e attualità, cosa ne pensi del politically correct?
Mi permetto di correggerti. Lo stile di scrittura, magari, potrebbe richiamare uno stile “old school”, per tematiche, cura di rime, incastri e “punchline”, ma è una mia cifra stilistica a prescindere dalla musicalità dei brani. Però, per l’appunto, come stile musicale è un ibrido tra dance/elettronica e rap. La seconda strofa, addirittura, è su una ritmica da trap, per dire. Poi il brano si conclude con una coda solo strumentale. Ecco, mi diverto molto a sperimentare e mi interessa poco essere identificato con un solo genere o stile.
Venendo alla domanda sul politically correct: è un discorso molto complesso. Il dibattito in merito oggi è abbastanza da tifosi. Provo a spiegarmi meglio. “Politicamente scorretto” significa trattare temi sensibili o tabù in modi urticanti, disturbanti o alternativi, rispetto al senso comune su quel tema. Penso alla satira sulla religione, sul sesso, sulla morte, ecc. Eppure oggi quelli che si ergono a paladini del “politicamente scorretto” quando si tratta di omosessualità, donne o stranieri, sono poi i primi a scandalizzarsi quando vengono toccate icone religiose o l’idea comune di “famiglia”. Allora viene da pensare che vogliano semplicemente rivendicare il diritto a dare del F, della P o del N. Aggiungo che la satira funziona dal basso verso l’alto. Quindi è diretta contro il potere, anche inteso come costrutti sociali, culturali o pensiero unico (davvero) dominante – come possono essere appunto la religione o un’unica idea di famiglia e sessualità. Attaccare, invece, categorie già discriminate, colpevoli semplicemente di star finalmente alzando la testa, è, permettimi il termine, semplicemente da stronzi.
Questo non vuol dire, ovviamente, che sono a favore di forme di censura dall’alto, eh. Un problema c’è. Ed è anche evidente quando un prodotto mediatico vuole davvero affrontare un tema o portare avanti una battaglia e quando, invece, sta semplicemente seguendo un trend, con esiti spesso controproducenti.
Dico solo di chiamare le cose col proprio nome: questi “paladini” non difendono la libertà di satira o il politicamente scorretto ma soltanto il proprio privilegio.
Parlando della tua carriera artistica, sei in contatto con altri artisti? Ti piacerebbe collaborare con qualcuno in particolare?
Pochi, a dir la verità. E per lo più anch’essi emergenti. Anche questo è qualcosa su cui lavorare in questo anno. Lavorare da solo ti lascia sicuramente totale libertà e assenza di mediazione o compromesso, ma a lungo andare diventa pesante. Vorrei andare anche verso qualche progetto più “collettivo”, chissà… Per quanto riguarda collaborazioni in particolare, be’… direi che quelle che ho in mente sono decisamente fuori dalla mia portata, ahahah!
Per concludere, pensi di continuare a produrre musica con questo ritmo oppure ci sono altri progetti o priorità nel tuo futuro prossimo?
Come ti dicevo prima, spero di tenere un ritmo maggiore perché ho tante idee. Prima di tutto questi primi 5 singoli dovranno confluire in un EP con un paio di altri brani. Poi intendo lavorare subito ad un altro EP, molto diverso dal primo. E varie basi, in realtà, ci sono già. In parallelo sto “studiando” per migliorare le mie competenze musicali, ma è troppo presto per parlarne. Un grande obiettivo dell’anno è sicuramente quello di fare i primi live. Questo mi manca ancora e, onestamente, un po’ ne soffro. Anche per questo voglio aumentare il numero di brani… altrimenti dopo 10 minuti mi toccherebbe terminare già il live!
Grazie a te e ai lettori di Diffusioni Musicali!
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