Dal 25 settembre 2026 sarà disponibile sulle piattaforme di streaming e in vinile “Impossible Escape”, il nuovo album dei Venus Ship pubblicato da Irma Records anticipato dal singolo “Venus Against” con Solomon B in radio dal 18 settembre.
“Venus Against” è un brano dal sound hard rock/hip hop, con un’impronta di protesta ispirata agli anni ’90. Il brano si distingue per gli intrecci tra strumenti a fiato ed energici riff di chitarra elettrica, in un gioco di contrappunti.
Nella stesura echeggiano diversi elementi stilistici del passato: il rombo elettrico di chitarra e organo Hammond evoca da subito sonorità hard rock anni ’70 e punk anni ’90, mentre la scrittura dei fiati attinge a una tradizione ben più antica, riconducibile alle grandi orchestre jazz e all’approccio di maestri come Duke Ellington e Count Basie. Questa trama armonica e melodica a riff si incastra perfettamente con il testo e il flow del rapper Solomon B in featuring.
Conosciamo meglio la band!
1) Raccontateci come nasce il vostro album “Impossible Escape”: ispirazione, messaggio che volete arrivi a chi vi ascolta
Impossible Escape nasce come prosecuzione del percorso iniziato con Underground Foxes, ma con uno sguardo diverso. Nel primo disco guardavamo soprattutto verso l’esterno, raccontando persone, vicende storiche e forme di ingiustizia alle quali qualcuno aveva cercato di opporsi. In questo lavoro lo sguardo si è spostato maggiormente verso l’interno, verso le contraddizioni e i conflitti che appartengono all’individuo. Anche dal punto di vista musicale ho continuato a muovermi liberamente tra forme diverse: rock, soul, funk, hard rock, punk, hip hop, swing e musica cinematografica. Non sento il bisogno di scegliere un linguaggio e mantenerlo per tutto il disco. Scrivo quello che sento e lascio che ogni brano trovi la propria forma, anche quando apparentemente si allontana dagli altri. Il titolo Impossible Escape sintetizza proprio questa idea: la difficoltà, forse l’impossibilità, di fuggire da ciò che siamo. Più che trasmettere un messaggio preciso, mi interessa che la musica possa mettere in movimento qualcosa in chi ascolta, lasciandogli la libertà di trovare il proprio significato.
2) Come avete scelto il singolo “Venus Against” per promuovere l’album?
Abbiamo scelto Venus Against perché è l’unico brano cantato dell’album, realizzato in collaborazione con Solomon B. La collaborazione è nata grazie ad Andrea, flautista e Social Media Manager di Venus Ship, che aveva già lavorato con Solomon in un altro gruppo bolognese. Apprezziamo molto il suo lavoro e ci è sembrato naturale coinvolgerlo. Il testo è stato scritto da Solomon: ha messo giù le proprie idee, mentre io ho costruito la musica intorno alle sue parole. È un brano che parla delle contraddizioni della quotidianità, delle difficoltà e della superficialità che caratterizzano questa epoca, opponendosi agli abusi di potere con una trama musicale diretta, con una forte componente rock e il contrappunto dei fiati di matrice jazzistica. Ci sembrava quindi un brano significativo per presentare l’album, anche perché rappresenta bene il modo in cui lavoriamo: linguaggi diversi che passano attraverso la nostra scrittura e incontrano la personalità di chi collabora con noi.
3) Il vostro è un collettivo musicale formato da 9 artisti: qual è il segreto per trovare l’equilibrio e una sonorità unica?
Essere in nove richiede sicuramente un certo equilibrio, ma credo che la nostra direzione sia stata molto chiara dalla partenza. Venus Ship è soprattutto un collettivo, e questo significa che ognuno ha un ruolo preciso all’interno del progetto, non soltanto dal punto di vista musicale. Ad esempio: Io mi occupo della composizione e degli arrangiamenti, Andrea della parte social, Michele della narrazione e delle presentazioni, e così via… ognuno contribuisce al progetto attraverso le proprie competenze e peculiarità. Non abbiamo bisogno che tutti facciano la stessa cosa. Al contrario, credo che sia proprio la possibilità per ciascuno di esprimere la propria specificità, all’interno di una direzione precisa, a rendere possibile il lavoro di un gruppo così numeroso. È questa combinazione tra una direzione comune e la libertà delle singole personalità a permetterci di essere in nove senza perdere un’identità comune.
4) A quali artisti del panorama musicale italiano o internazionale vi ispirate e con chi vorreste collaborare?
A dire il vero, siamo lontani anni luce dal mainstream. Ci interessa soprattutto la scena underground, dove continuiamo a trovare artisti che hanno una ricerca personale e che non seguono necessariamente le logiche del mercato… Non abbiamo una lista di nomi da realizzare a tutti i costi. Ci interessa incontrare musicisti affini a “Venus Ship”. Le influenze invece, sono molto diverse e arrivano sia dalla musica italiana che da quella internazionale, dal jazz al funk anni 70, dal rock all’hip hop, dal Klezmer alla musica cinematografica, ecc… Più che ispirarci ad un artista in particolare, ci interessa il modo in cui alcuni “Grandi” hanno costruito un proprio linguaggio…
5) Quali sono i vostri progetti per il futuro?
A questa domanda faccio fatica a rispondere. Contrariamente alle logiche consumistiche della contemporaneità, non essendo delle macchine o intelligenze artificiali, abbiamo bisogno di vivere esperienze che poi maturano in formule musicali. Non so quindi quale sarà la prossima rotta di Venus Ship. Probabilmente sarà qualcosa che nascerà naturalmente da quello che vivremo, ascolteremo e studieremo nei prossimi mesi.





