Foto 4 MaliaTheBand (2)

“Cretina”: i MalìaTheBand scelgono di ridere per non piangere

Con “Cretina” i MalìaTheBand scelgono la strada meno scontata per raccontare la paura di perdere qualcuno: non il dramma, ma l’autoironia. Annalisa Ferraro si mette in scena senza compiacersi, elencando i propri difetti con un tono quasi affettuoso, come se ammetterli fosse già un modo per proteggere il rapporto che rischia di sfaldarsi. Il brano si muove su un tappeto sonoro semplice, basso e tromba in primo piano dall’inizio alla fine, con la chitarra che interviene per colorare l’atmosfera di un calore quasi rétro. È una scelta che funziona, ma che nel finale lascia anche un po’ di amaro: dopo aver costruito con cura il rapporto tra leggerezza e malinconia, il brano si chiude quasi di colpo, senza concedersi un ultimo passaggio che sciolga la tensione accumulata, lasciando la sensazione di un discorso interrotto un attimo prima della sua conclusione naturale. Il resto convince: il testo lavora su gesti minimi, come la chiave di casa che si aspetta ancora di riavere, capaci di comunicare più di qualsiasi dichiarazione esplicita. Il videoclip, ispirato alle sitcom anni Novanta, aggiunge un ulteriore livello di autoironia che rende il progetto coerente in ogni sua parte. “Cretina” dimostra ancora una volta che i MalìaTheBand sanno scrivere di sentimenti complicati senza appesantirli, anche se qui il finale avrebbe meritato qualche secondo in più per respirare davvero. Resta comunque un brano che si fa ricordare proprio per questa capacità di sorridere di sé senza perdere in sincerità.

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