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Fabio Poli: “Passi piano piano”, il nuovo singolo tra malinconia e desiderio

Il 24 aprile ha segnato il ritorno di Fabio Poli, cantautore veneto da sempre in equilibrio tra l’energia del rock e la sensibilità della scrittura emotiva. Il suo nuovo singolo, “Passi piano piano”, è ufficialmente disponibile su tutte le principali piattaforme digitali, accompagnato da un intenso videoclip.

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Passi piano piano: una ballata urbana notturna

“Passi piano piano” si configura come una ballata urbana, sospesa in un’atmosfera notturna tra malinconia e desiderio. La pioggia diventa protagonista e metafora di un tempo che scorre inesorabile, rappresentando quegli amori che svaniscono senza dire addio, lasciando chi resta in una sorta di stasi emotiva.

Come racconta lo stesso artista: “Non c’è un addio nella canzone, c’è solo un allontanarsi lento, il modo in cui certe persone escono dalla tua vita senza far rumore. Anche se capisci tutto, non puoi farci niente. Qualcuno ‘passa’ e tu resti fermo”.

Il brano, curato negli arrangiamenti da Paolo Zambon, fonde elementi acustici ed elettronici, creando un sound pop evocativo che sostiene la voce senza sovrastarla, lasciando tutto lo spazio necessario al racconto. Un’opera che, come spiega Poli, non ricerca effetti speciali, ma sceglie la strada della verità delle emozioni.

Il videoclip: tra memoria e contemporaneità

Il videoclip ufficiale, diretto da Sara Banzato e girato a Fiesso d’Artico (VE), arricchisce la narrazione del brano. Il video descrive il fluire dell’esistenza attraverso un viaggio simbolico tra i paesaggi della Riviera del Brenta. Il protagonista attraversa luoghi che si intrecciano con ricordi visivi: fotografie che sbiadiscono, segnando le fasi della sua vita mentre guarda avanti verso un futuro ancora da scrivere. Il video fonde estetica vintage e l’uso dell’intelligenza artificiale, creando un dialogo suggestivo tra memoria e presente.

Il video è disponibile sul canale YouTube “Fabio Poli Official”https://youtu.be/ZlbFA-vZcrs

Dietro al brano si celano riflessioni profonde e ricordi personali. Poli accenna a un altro brano, “A carte vinci te”, nato da una conversazione reale in un locale di Padova, citando una serata particolare dove il gioco del domino è diventato metafora delle dinamiche amorose: “I morsi di vecchi amanti ce li portiamo addosso, assieme ai desideri irrisolti. O te ne liberi, li superi o li esaudisci, o ti restano dentro. E da lì non esci più”.

Ascolta e segui Fabio Poli