“Un giorno” intervista con Argo

Argo

Un giorno - ArgoUn giorno”, è il nuovo EP di Argo, al quale lavora dall’autunno del 2020. All’interno troviamo tre produzioni di Trem, due di Lomi, una co-produzione tra Argo e Trem, alcune chitarre di inarte.teo ed una strofa di Commi.

Il progetto inizia con una frattura nitida rappresentata dal singolo già rilasciato lo scorso mese “Mi hanno detto che”, prodotto da Trem, proseguendo verso un percorso di analisi personale che sembra di percorre passo dopo passo insieme all’artista.

La seconda traccia “Casino”, prodotta sempre da Trem, ci regala una fotografia dettagliata quanto caotica ed autocritica che tende ad ammorbidirsi con una finta spensieratezza presentata dal terzo brano con Commi, “Chiacchiere”, prodotto da Trem che ha lasciato il giusto spazio alle chitarre di inarte.teo.

Da “Cinque di mattina”, la traccia numero quattro, prodotta da Lomi, iniziamo a sentire meno peso e più respiro, come nella traccia successiva che dà il titolo all’EP, giungendo in una dimensione molto più consapevole che istintiva. Il brano che chiude il disco è “Metà settembre”, il secondo singolo di Argo rilasciato il 30 settembre, co-prodotto con Trem.

Con questa traccia finale sembra ci sia un’intenzione timida di presentare un’altro punto di rottura che potrebbe rappresentare un probabile progetto futuro.

Abbiamo deciso di fargli qualche domanda, ecco com’è andata l’intervista con Argo

Quanto la romanità e la periferia hanno a che fare con Argo?

Io sono nato e cresciuto a Brescia, vivo a Roma dal 2016. Ho sempre abitato e vissuto la maggior parte delle mie esperienze in periferia, quindi mi sento di dire che è un aspetto cruciale della mia musica. La romanità appartiene molto di più alla mia famiglia, per quanto mi riguarda sono di periferia, non di Brescia, non di Roma.

Leggiamo della tua amicizia e collaborazione con Moci. Quali possono essere le influenze musicali che vi accomunano? Com’è andata all’epoca? Collaborerete ancora?

Moci ha un background musicale molto diverso dal mio ma nonostante ciò, non appena ho avuto modo di parlarci e conoscerlo meglio, ho percepito un bel feeling. Ricordo che quando ho iniziato a voler sperimentare altre sonorità rispetto a quello che facevo prima ho sentito subito Moci, oltre a inarte.teo che già conoscevo meglio. La collaborazione per “Nudo” è nata spontaneamente perché ascoltando i lavori di Moci rimanevo quasi sempre veramente sorpreso, inoltre si è dimostrato molto interessato al testo del pezzo, quindi spero vivamente di trovare il modo di collaborarci nuovamente in futuro, soprattutto perché ora mi sento più consapevole su ciò che voglio fare e sarebbe interessante lavorare ancora insieme con una maturità artistica diversa.

Quali sono i limiti della Gen Z? Senti di farne parte?

Più che parlare di “limiti” parlerei di “difficoltà”, perché ne abbiamo eccome. Inevitabilmente sento di farne parte, e reputo che sia una generazione a dir poco affascinante.

In molti abbiamo difficoltà molto sottili, a tratti “invisibili”. Siamo in molti ad essere insicuri, con un equilibrio emotivo a dir poco precario e questo ci spinge ad essere spesso accusati di superficialità, sregolatezza e disinteresse verso il mondo. Personalmente penso che la nostra generazione venga letta in maniera equivoca, considerando solo le conseguenze, slegate dalle cause.

Non riusciamo a vedere il futuro e quel poco che riusciamo a vedere non è del tutto florido. I più grandi pensano che abbiamo tutto, anche troppo e forse è così ma questo non equivale a non avere bisogni e mancanze. Per quanto mi riguarda sento il peso di un grande dito puntato verso di me, in quanto giovane, come se il mio pensiero possa essere screditato già in partenza per la mia età e forse, il nostro disinteresse è una semplice reazione a un altro disinteresse che sentiamo costantemente da chi dovrebbe guidarci, servendosi dell’esperienza, con saggezza.

E dopo “Un giorno”, cosa accadrà?

Ho in mente di pubblicare alcuni singoli tra qualche mese, molti sono già praticamente pronti ma per ora preferisco concentrarmi sull’uscita dell’EP e dei due videoclip che stiamo preparando.

Ma soprattutto: ci sono dei rimpianti o qualcosa che cambieresti?

Per ora no, sono soddisfatto di quello che ho fatto ma allo stesso tempo mi rendo conto di avere ancora tantissime cose da imparare e perfezionare. Sicuramente tra qualche mese avrò la nausea di questo progetto ed è giusto che sia così, sfrutterò quella sensazione per fare sempre meglio.

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