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“TUTTI VOGLIONO” POKET P*RNO. L’intervista

TUTTI VOGLIONO è il debut album di POKET P*RNO, uscito il 26 novembre. Dopo i primi singoli, disponibili su tutte le piattaforme digitali e racchiusi nel progetto a metà tra videoclip e web serie disponibile su YouTube, il disco definisce l’esordio discografico del progetto garage punk di Marco Male.

In Poket P*rno l’aggressività del punk-rock si mescola al rap e all’underground, creando una spirale di energia che travolge l’ascoltatore. Un flusso di sonorità passate e future, in cui il presente diventa veicolo di trasformazione musicale attraverso cui comunicare un universo introspettivo, suo e di tutta la gen Z. Contemporaneamente, non mancano critiche sociali ad ampio spettro, che mostrano tutta la lucidità cantautorale dell’artista.

Ciao Poket P*rno! Tre aggettivi per descrivere il tuo nuovo album “Tutti Vogliono”
Libero, Indipendente, Underground. 

Il tuo progetto è DYI, gestito in completa autonomia. Pensi quindi che lavorare con altri possa essere limitante?

Lo è di sicuro. Lo è stato per me e ne ero consapevole, ma c’è chi finisce per subire il condizionamento della gente con cui lavora senza neanche rendersene conto.
In realtà collaborare con artisti con cui si ha feeling è una bellissima cosa, ma perché questo accada con delle dinamiche sane, credo che sia necessario a priori il raggiungimento di una certa dimestichezza con il processo creativo in prima persona. È necessario potersi sentire liberi di fare senza vedere la presenza dell’altro come una limitazione e viceversa è importante essere capaci di lasciare gli altri liberi di esprimersi per trovare davvero un punto di incontro. Per esperienza personale è facile che qualcuno finisca per aver meno voce in capitolo di altri se non tutti sono predisposti per queste dinamiche.
Comunque lavoro tutt’ora con altre persone nel mio progetto parallelo Marco Male, persone con cui ho realizzato di trovarmi bene alla luce delle riflessioni appena riportate.
Poket P*rno è il mio progetto sporco e sbagliatissimo che non deve toccare nessuno perché non avrebbe senso migliorarlo in nessun modo, per sua natura.

 In un mondo dominato da stream e playlist, cosa significa per te uscire con un album?

Non ho mai fatto i numeri. Ora come ora per me significa semplicemente rendere visibile quello su cui ho passato lunghi mesi a lavorare sodo proprio perché fosse realizzato nel modo in cui volevo che venisse percepito.
Significa allo stesso tempo poter passare avanti e liberare spazio mentale per i nuovi progetti che stanno in coda da tanto. Sono abituato a fare numeri inesistenti, sto pensando ad altro, un po’ più a lungo termine mi permetto di dire.

Di solito il punk accompagna una forte urgenza artistica e un’irruenza musicale. Qual è la sensazione che vuoi lasciare a chi ascolta per la prima volta la tua musica?

Voglio che le persone sappiano cosa sono, perché se lo sanno non me ne devo preoccupare troppo. Libero spazio mentale per l’appunto. Allo stesso tempo promuovo l’odio per le persone cattive, il coraggio, la determinazione e la voglia di essere persone libere, libere dai preconcetti, libere dalle convenzioni e libere dagli altri.

Come ti immagini “Tutti Vogliono” su un palco?
Una cazzo di bomba. Seguiteci.

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Marco Negro

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Il progetto ha la mission di incentivare la creatività, sviluppando una rete indipendente, alternativa al mainstream, che permetta agli artisti di avere visibilità, guadagni e sbocchi che rendano la loro attività artistica sostenibile. E’ ispirato alla filosofia Punk del DIY (Do It Yourself), dove l’unione di fanzine, giornalisti, promoter, manager, etichette discografiche, locali fuori dal circuito delle Major, creò un filone con un suo pubblico ed una sua identità.