cover ruins

“Ruins” (Isulafactory), il nuovo singolo di Andrea Agosta

RUINS” riparte dalle “Rovine del Tutto”, dalla mera percezione di un Cosmo in disfacimento che ripiega su sé stesso, i cui diversi elementi collidono e si trasformano. RUINS è una tempesta analogica di suoni che irrompono nello spazio, lo avviluppano in una atmosfera plumbea aperta a dinamiche e sviluppi imprevedibili.

La ricerca musicale di Andrea Agosta, dopo “The River”, composto dell’era , traccia una linea bianca all’interno di una realtà, quella contemporanea, che appare buia e incerta. RUINS le rovine dalle quali : il bianco contrapposto al nero, così come il caseggiato della copertina del , immerso in una dimensione pulviscolare, quasi monocroma, splende di luce propria al centro di un paesaggio spoglio e minimale.

Nel precedente , dedicato idealmente al pittore espressionista Mark Rothko, i suoni si stagliavano in una tela immaginaria come grumi densi e compatti di colore, violente pennellate di chitarre sferraglianti e riverberi digitali: adesso è la luce nella sua variante più essenziale, il bianco, a caratterizzare nuove possibilità di significazione, rinnovati slanci e aperture, alla ricerca di una sospensione del senso.

Il nuovo lavoro di Andrea Agosta abbraccia inedite tessiture elettroniche che vanno dall’ all’IDM più classica degli ( basti pensare alle produzioni della londinese WARP), le chitarre diventano appena un sussurro, fraseggi di loop quasi impercettibili, mentre i si intrecciano in un sottile gioco di equilibri sintetici, architetture complesse e suoni distorti. Il viene impreziosito da una maggiore ricchezza percussiva data dal continuo e variante pulsare di ritmiche destrutturate.

Link streaming: https://open.spotify.com/album/6KOGM3CdKjQU5Prsk1A9DZ

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