Naufraghi: il nuovo singolo “Ad un metro da te”

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I Naufraghi sono una band pop/rock Novarese nata dall’idea di Loris Bonanno, cantante chitarrista, che dopo anni di chitarra solista con la band NIME, con la quale produce il disco ‘APPESI A UN FILO’, sente la necessita di creare un nuovo progetto con lui alla voce.

Nel 2019 i Naufraghi prendono forma con Roberto Sarno alla batteria, Gianluca Liarosa al basso e Riccardo Ronco alle tastiere. Dopo un anno di lavoro, la band esordisce nel 2020 con il singolo ‘ILLUSIONE’, di cui viene realizzato anche un videoclip disponibile su YouTube.
Nel Settembre dello stesso anno presentano il loro primo EP ‘ANCORA UN GIORNO’ prodotto da Pan Music e  disponibile su tutte le piattaforme digitali.

Ad Un Metro da te dei Naufraghi è una canzone che parla dell’effetto che ha avuto la pandemia sui rapporti personali.
“Ha unito persone distanti, ha creato nuove storie da raccontare e forse, un giorno, da vivere. Ma allo stesso tempo, è riuscita a creare rotture laddove tutto sembrava consolidato, facendoci sentire soli, anche ad un metro di distanza”.

IL SINGOLO “AD UN METRO DA TE”

Nella prima strofa  il brano riflette sulla solitudine, sul distacco fisico che si è venuto a creare tra due persone costrette fianco a fianco a causa delle restrizioni pandemiche e di tutto ciò che questa situazione ha lasciato dietro di sé.

“In realtà, al contrario di ciò che può sembrare ovvio, il distacco non si verifica in termini di lontananza fisica, ma diventa una condizione mentale. Infatti, il ritornello esprime nella sua semplicità la richiesta di stare lontani (ad un metro di distanza), anche se una delle parti continua ad illudersi che tutto vada bene”.

La band racconta: “nella seconda strofa e finale, abbiamo inserito un Feat con Sghincio, che per come era stata pensata la melodia si sposava esattamente con il suo stile di interpretazione.

Qui si può capire che ora la lontananza è veramente tangibile, i rapporti a distanza hanno vinto su quelli reali e si cercano delle risposte e motivazioni per ciò che è successo. Nel finale si prende la consapevolezza di essere su due mondi diversi, forse non si è mai stati in linea veramente. Emerge infine la consapevolezza di ciò di cui realmente si ha bisogno, anche se ciò porta rabbia, dolore e solitudine”.

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