Intervista ai Nadryv: “Scriviamo canzoni che ci rendono felici”

Vi presentiamo la nostra intervista ai Nadryv, trio indie pop di Milano che ha debuttato con il singolo Settembre

Intervista ai Nadryv: "Scriviamo canzoni che ci rendono felici"

Ciao ragazzi, Settembre è il vostro singolo d’esordio. Come mai avete scelto questo mese per il vostro inizio musicale?

Ciao! Settembre è un brano che cerca di parlare del tempo che passa e non ritorna. Il titolo è stato scelto proprio perché simboleggia a detta nostra il vero inizio dell’anno. Può significare un nuovo lavoro, una nuova città, nuovi colleghi, per i più giovani l’inizio dell’anno scolastico. Ho sempre creduto che Settembre si trovasse in una splendida
Twilight zone intrisa di malinconia agrodolce e eccitazione per tutto quello che ancora non è successo. Il brano nasce da una riflessione interiore riguardo un mio rapporto di amicizia adolescenziale che andava sgretolandosi, la paura di non poterlo più riavere indietro e il potenziale terrore di riappacificarsi oramai cresciuti, quindi con dinamiche e responsabilità diverse. La riflessione sul tempo che passa è venuta con se e da li è nata Settembre.

Quali sono le vostre influenze musicali?

Tutti e tre veniamo da mondi musicali molto simili ma altrettanto differenti: ad esempio Francesco spazia tanto, principalmente neo soul, drum n’ bass, cantautorato italiano. Giuliano bene o male si orienta sulle stesse cose di Francesco tendendo tanto al neo soul e al jazz. Tommaso viene principalmente dalla scena punk (soprattutto nell’adolescenza) mentre adesso è più improntato al mondo indie pop/indie rock. I nostri maggiori punti di
contatto sono indicativamente nel pop e nel cantautorato italiano e straniero più o meno mainstream.

Come vi siete conosciuti e quando avete deciso di fare musica insieme?

Ci siamo conosciuti al CPM Music Institute di Milano nel 2017. Inizialmente non c’era l’idea di tirare su un progetto ma Tommaso ha iniziato a pressarmi [n.d.r. Francesco] per suonare assieme cercando di corrompermi con proposte più o meno allettanti. Alla fine ho accettato e da li abbiamo tirato dentro anche Giuliano. Ottime scelte, sia la prima che la seconda.

Quale pensate sia la forza e il tratto caratteristico del vostro progetto?

Molto banalmente siamo piuttosto convinti di essere onesti. Non perché “non accettiamo compromessi” o perché siamo alla spasmodica e costante ricerca dell’originalità. Semplicemente cerchiamo di scrivere canzoni che dopo la trafila di registrazione, produzione, mix, master e tutto il resto ci faccia guardare negli occhi l’uno con l’altro ed
essere felici, poter ottenere quella reazione di gioia istantanea e viscerale come quando mangi una cosa buonissima per la prima volta. Alla fine la nostra musica siamo noi.

Chi siete nella vita di tutti i giorni?

Io ad esempio sono un po’ un cazzone. Mi piace cucinare, fare le passeggiate come gli anziani, le parole crociate. Se non fosse per la quantità di gin tonic che consumo potrei essere scambiato per un pensionato. Giuliano invece si auto definisce un po’ il nerd del gruppo, ha costantemente bisogno di essere sollecitato per uscire e anche se condivide la passione per il gin tonic non può superare il secondo data la sua tendenza a uscire poco e quindi a bere ancora meno. Tommaso è il nostro toscanaccio di fiducia, apprezza il suo vinello rosso quando torna a casa dal lavoro, la partitina a Fifa (detiene al momento il record di sconfitte) e ha la fantastica passione di tartassarci l’anima con le cose da fare per i Nadryv, in particolare ce l’ha con me.