LJB presenta L’ultima spiaggia: “Un inno generazionale che fa male”

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Dopo aver militato negli Entropia e i Cobalto, Luca John Biaggi, in arte LJB, ha debuttato da solista con L’ultima spiaggia, singolo uscito fuori per Magnitudo Music. Il cantautore ci ha raccontato di questo nuovo esordio e del suo progetto artistico.

Ciao Luca, di cosa parla il tuo singolo L’ultima spiaggia?

Il brano nasce sopra un furgone, in un posto sperduto, in una tiepida serata primaverile di fine lockdown. Analizza una generazione stanca, senza stimoli, provata dalla situazioni di questi ultimi anni. Una generazione che cerca il modo di sopravvivere senza però crederci veramente. È un inno generazionale che fa male, che ti sputa in faccia la verità e che ti permette anche di riflettere su aspetti che a volte si danno per scontati.

Cosa cambia dal tuo percorso solista a quello della band, i Cobalto?

Cambia tutto in effetti. Io sono sempre stato dell’idea che in una band deve esserci più democrazia possibile, e nelle mie band precedenti è sempre stato così, quindi la differenza principale è che prima condividevo idee, testi e arrangiamenti con gli altri, ora lavoro in piena autonomia. Da una parte potrebbe sembrare meglio ma vi assicuro che spesso un parere in più può fare la differenza. C’è anche da dire che tendenzialmente in una band bisogna essere sempre pronti a litigare! Ora al massimo litigo con me stesso.

Qual è l’obiettivo che ti poni con il tuo progetto?

Fin dall’inizio il mio obiettivo come solista è stato proprio quello di non avere nessun obiettivo o meglio la mia idea era solamente quella di far uscire dei pezzi che altrimenti sarebbe rimasti in un Hard Disk all’interno di un cassetto.

Cosa pensi del mercato discografico attuale?

Rispetto a qualche anno fa ci sono enormi possibilità di farsi ascoltare. Questo comporta anche maggior concorrenza e una velocità di uscita dei pezzi allucinante. Direi che in questi ultimi anni la discografia è cambiata veramente tanto e da una parte la preferisco adesso.

Con chi ti piacerebbe collaborare e perché?

Se vogliamo sognare un po’ direi Alex Turner, Liam Gallagher e Julian Casablancas che sono stati da sempre la mia fonte d’ispirazione. Tornando alla realtà direi Cesare Cremonini, Matteo Mobrici e Tha Supreme che sono sicuramente gli artisti del panorama musicale italiano che ascolto di più.

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