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L’amore che perdi è il nuovo singolo di Cesare Livrizzi

L’amore che perdi è il dipinto della fine di un amore.

Quando l’altra persona non può esserci ma rimane con te fino alla fine, da qualche parte, a ricordarti che resterà con te fino all’ultimo, anche quando i sentimenti e le sensazioni sembrano oramai tramontate con lui, con lei.

Protezione, fino alla fine dei giorni.

La melodia principale nasce di notte, fra i sogni del 23 Novembre e si deposita il giorno dopo in una registrazione dal letto immediata.

Non doveva fuggire.

Le prime parole sono state “Ti proteggerò”, tutto il resto è venuto dopo.

Il timbro caldo del piano e delle batterie acustiche, i sinth e gli archi sono solo al servizio di questa “preghiera profana”.

La memoria di Battiato e le migliori melodie delle canzoni degli anni 80, ma anche Diodato, Gazzelle  fra le principali influenze.

Livrizzi e Kaizen (alla produzione), di nuovo, insieme in questo viaggio notturno electro pop.

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Biografia Cesare Livrizzi

Cesare Livrizzi è un cantautore siciliano. Amante della parola e del linguaggio in generale che, colluso e generalmente in combutta con l’armonia della musica, tenta di manipolare per creare piccoli quadri. Marco Parente, Roberto Dell’Era, Vincenzo Vasi, Asso Stefana e Valeria Sturba collaborano al disco uscito l’11 Novembre 2016: “Milano non contiene amore”.

A diciott’anni si diploma portando in sede di esame una chitarra e un leggio musicando di suo pugno Leopardi, Saffo e Marziale cercando di dimostrare “Il legame profondo tra Poesia e Musica”

Nel 2002 si laurea in DAMS-Musica a Bologna, con una tesi su Tom Waits poco apprezzata dall’ignoranza Anti-Pop del Professore-Capo ma amata da tutti color che Tom Waits l’hanno vissuto (compresi alcuni dei professori della commissione).

Da lì in poi, tra una pulizia di pentole più grandi di lui e la vendita di “buchi di topo come fedi nuziali” per campare, inizia l’esperienza dal vivo nei principali locali di Bologna e la stesura del primo ep “Storie” nel 2007. Merito di questo acerbo ep fu di portare il cantautore all’attenzione della stampa (“capace di delineare con efficacia e grazia un personaggio che pare uscito da un disco in coabitazione tra Bersani e Gazzè, coraggioso sforzo di coniugar una scelta lessicale ricercata a una orgogliosa volontà narrativa” scriveva di lui Marco Villa su rockit.it) e di alcuni festival. “Storie” entra nella classifica dei Best Demo 2007 di Demo Rai.

Del 2009 è l’incontro con la produttrice del suo primo disco Susanna Rienzi con cui partorirà nel 2011 “Dall’altra parte del cielo”. Il disco riceve ottimi riconoscimenti dalla critica (“Il disco non corre ma gira lento, incessante e profondo” – La Stampa; “Dall’altra parte del cielo è una perla di disco” – Saltinaria.it; “Il primo disco dell’artista siciliano è una medaglia al valore nell’attuale panorama artistico italiano. Un album da elogiare e ascoltare” – Whipart.it; “La scrittura di Livrizzi è capace quasi sempre di evocare, gioca col non-detto, non imbocca l’ascoltatore, e quando approda a climi sociali dribbla la retorica, affidandosi al fioretto piuttosto che alla sciabola” – Brigata Lolli).

Inizia il tour che lo porterà a fare concerti in alcune delle principali città d’Italia da Nord a Sud.

11 Novembre 2016, presentazione del disco “Milano non contiene amore”, 21 Novembre 2016 inizia il Tour che prevede concerti in tutta Italia.
“Io non mi diverto” (Orphans Records 2021), ultimo singolo dell’artista, si appresta ad arrivare a 50000 streaming su Spotify.

Il 28 Marzo “Pianeti” approderà in tutti i digital store.

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