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Tatiana Previati il “Soprano Crossover” ci racconta la sua ultima esperienza

LA FERRARESE, TATIANA PREVIATI, SOPRANNOMINATA IL “SOPRANO CROSSOVER” CI RACCONTA IL SUO SPETTACOLO IN UZBEKISTAN CON IL SANREMO MUSIC AWARDS

LA FERRARESE TATIANA PREVIATI E HA DUETTATO CON IL TENORE UMID ISMAILOV E IL MEZZOSOPRANO AZIZA MUKHAMEDOVA, DUE ARTISTI UZBEKI DI GRANDE TALENTO E AMANTI DELL’ITALIA

Tatiana Previati il “Soprano Crossover” ci racconta la sua ultima esperienza

Il “Soprano Crossover”, di Ferrara, che è sorprendente quando si propone sul cantato classico e quando si propone con le arie liriche, ha incantato il pubblico e i media dell’Asia Centrale che si sono ritrovati nella capitale dell’Uzbekistan per seguire il Sanremo Music Awards, ideato e firmato dal patron Nicola Convertino. Tatiana Previati è una ragazza del ’91, quindi molto giovane, ma già con una bisaccia colma di esperienze importanti.

La ferrarese, Tatiana Previati si è esibita a Tashkent, in Uzbekistan. E’ volata nell’Asia Centrale con il Sanremo Music Awards, di Nicola Convertino a Tashkent City, e sul palco ha duettato con il tenore Umid Ismailov e il mezzosoprano Aziza Mukhamedova, due artisti uzbeki di grande talento e amanti dell’Italia.

Il Sanremo Music Awards (SMA), un format live che seleziona artisti e li inserisce in un panorama internazionale questa volta si è proposto anche come Fashion Show, nella bellissima  Tashkent City, nel centro della capitale dell’Uzbekistan, una città nella città. L’evento del funambolico Nicola Convertino, con la più totale collaborazione del governo dell’Uzbekistan e in persona del presidente Shavkat Mirziyoyev, è stato una tre giorni di musica e di alta moda, che ha goduto della grandissima attenzione di media dell’Asia Centrale, con particolare attenzione di quelli Uzbechi.

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Gli artisti invitati all’evento da Nicola Convertino erano: Tatiana Previati, soprano con un ricco repertorio che spazia dalle più celebri arie dell’opera alle più famose colonne sonore del cinema italiano; il francese Fabrice Pascal Quagliotti, leader dei Rockets, che ora ha intrapreso una carriera da solista; Cecilia Herrera cantante, attrice, performer e autrice di spettacoli, è in giro dal 2017 con uno spettacolo sul tango argentino; Vanessa Chiappa, nata da padre italiano e madre americana, vanta un’esperienza canora estremamente eterogenea, infatti passa in scioltezza dal pop al rock per arrivare al musical; Sara Scognamiglio che dopo aver partecipato a numerosi concorsi canori nel 2013 vince il Sanremo Music Awards, aggiudicandosi, come rappresentate dell’Italia, la finale al contest internazionale in Russia “Humor Festival”, ha aperto numerosi concerti, come quello di Anastacia di Sarah Jane Morris e Dear Jack.

Per tre giorni la musica italiana, uzbeka e russa ha risuonato nel cuore dell’Uzbekistan, ma è stata anche la festa della moda italiana, grazie alla sfilata ufficiale dello stilista romano Renato Balestra, e per la prima della collezione moda di Nicola Convertino.

Abbiamo incontrato Tatiana Previati, al suo ritorno e ci siamo fatti raccontare in prima persona questa esperienza artistica internazionale:

« Eccomi partita il lunedì mattina mi sono ritrovata in piena notte a Tashkent, la capitale dell’Uzbekistan, un paese a me finora sconosciuto, in bilico tra oriente ed occidente , dove le tradizioni dettano la quotidianità.

L’accoglienza è stata viva ed ospitale sin dall’arrivo in Hotel dove la prima cosa che ho fatto è stata di insegnare al cameriere come preparare un buon cappuccino italiano, e devo ammettere che l’hanno imparato subito molto bene! Dopo poche ore era già mattina e sono stata subito immersa nel vortice degli eventi; riunioni organizzative, conferenze stampa e pianificazioni varie. Le prove con l’orchestra si sarebbero fatte dopo pochi giorni e io lì avrei conosciuto i due artisti con la quale avrei duettato; il tenore Umid Ismailov e il mezzosoprano Aziza Mukhamedova due artisti uzbeki di grande talento, umiltà e amanti dell’Italia. Con Aziza abbiamo instaurato un bel rapporto di amicizia , abbiamo trascorso molte ore  cantando dialogando un po’ italiano un po’ inglese e un po’ russo il tutto accompagnato da tazze di tè verde, ( la loro usanza è di berlo sempre soprattutto duranti i pasti ). Ho trascorso 10 giorni con un team di colleghi e personale organizzativo davvero energico e famigliare, abbiamo condiviso i piatti tradizionali e le delizie gastronomiche; mi ricordo il giorno che siamo stati nello studio di registrazione, dove abbiamo fatto a gara a mangiare le ciliegie, che ci hanno portato a fine giornata, sì perché li frutta e verdura hanno un sapore davvero intenso e dolcissimo. Un viaggio ed un concerto che mi rimarranno nel cuore e negli occhi per molto tempo, un’esperienza che mi ha arricchita tanto, sia dal punto di vista artistico sia da quello umano».

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