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Intervista | Giors presenta il singolo Guelfi e Ghibellini

Giors torna con un nuovo singolo ‘Guelfi e Ghibellini’ distribuito dall’etichetta Lo Studio Records, che è possibile ascoltare qui: https://sptfy.com/8njX

Godetevi questa succosa intervista che abbiamo realizzato per voi con Giors

Ciao Giors, Guelfi e Ghibellini è un brano che affronta vis a vis le contraddizioni della società moderna. Qual è stato il tuo punto di vista dal quale hai potuto notarle e metterle in musica?

giorsBuongiorno a voi tutti. Una semplice comparazione tra i monarchi assoluti di un tempo, pensiamo al periodo precedente al 1789 e ai sentimenti che generarono, e “i nuovi re di oggi” ovvero i possessori di ingenti capitali che in una sorta di oligarchia finanziaria favoriscono l’omologazione del comportamento e condizionano i destini di masse ingenti di persone quasi quest’ultime fossero non più persone, ma parti integranti dei processi produttivi e finanziari dei primi.

E i sentimenti che costoro generano è stupefacente quanto siano differenti dai loro predecessori. E poi l’amarezza nel vedere come ancora anche nel nostro paese o nella nostra Europa il ‘particulare’ guicciardiniano assorba buona parte dei nostri pensieri e delle nostre azioni mentre ciò che accade oltre il confine o non lo si conosce o lo si sottovaluta nella presunzione di sentirci ancora centro del mondo.

Conscio che “non si possa fermare il vento con le mani”, dunque l’auspicio che il ‘Pensiero buono’ possa prima o poi ricollocare il denaro al suo ruolo di strumento e non di fine esistenziale. E di qui la necessità di allenarsi ad essere resilienti (come si dice oggi), educati al cambiamento senza rinunciare al nostro DNA di persone. Il fraseggio rock di Vincenzo Delli Carri mi è parso la cornice ideale con cui comunicare speranza di rinascita.

La data di uscita di Guelfi e Ghibellini è stata il 1 Maggio. Immagino sia stata una scelta voluta e quindi ti chiedo: pensi che queste giornate iconiche, così importanti, abbiano ancora una presa forte sulle nuove generazioni?

E’ stato quest’anno il mio modo di celebrare la Festa del Lavoro, con l’auspicio che non si perda né il significato del lavoro né della sua festa. Antropologicamente l’essere umano (e non è il solo) impara per imitazione. Dunque c’è da domandarsi quali siano gli esempi o i modelli da cui le nuove generazioni possono trovare ispirazione e scoprire in loro affinità, valori, attrazione, amore.

Molto dipende da quali interessi si riescono a stimolare nelle nuove generazioni alle quali se da un lato non basta più sentire racconti per sentito dire, mi pare che dall’altro prestino parecchia attenzione alle esperienze vere, a ciò che scuote l’anima e la mente e in questo la Poesia e la Letteratura, la Musica offrono una fonte inesauribile di spunti e sorprese, non per crogiolarsi nella malinconia del passato quanto invece per disegnare il presente e sognare meglio il futuro.

In una simile architettura di pensiero allora le date iconiche si riempiono di significato e diventano parti vive di memoria di famiglia, di comunità, di società ispirando positivamente il nostro comportamento anche di fronte alle difficoltà e possono ricondurci alla riscoperta del valore della socialità non intesa come branco, bensì come compassione nell’accezione più estesa del termine.

Il mistero intorno alla tua immagine, racconta di un rapporto non idilliaco con i media digitali e l’imposizione di una sovraesposizione costante. Ne parli anche nel nuovo brano. Qual è il tuo rapporto con i social e come pensi stiano influendo sulla musica?

Il mio progetto musicale, dalle sue origini, si fonda sulla volontà di riscoprire la forza delle parole, il loro vero significato, la loro capacità di mettere in risalto il contesto, dando così all’ascoltatore una musica da ascoltare più che da guardare. Un qualcosa di antitetico rispetto al ‘pensiero corto’. Perché anziché il ‘guardare la musica’ propongo che attraverso la melodia e le parole dei miei brani ogni ascoltatore possa ‘sentire la musica e immaginare’, creare lei/lui stessa/stesso le proprie immagini.

Non qualcosa di preconfezionato, bensì qualcosa che attraverso la chiave offerta dai miei brani possa non omologare i sentimenti, ma distinguerli. Senza escludere la possibilità di sentirsi parte importante di una minoranza. Considero i social dei canali, degli utensili, una vetrina da frequentare con rispetto e sottovoce e li frequento come tali, senza esagerare, affidando ciò che intendo comunicare alle mie parole in musica.

Schiavi o cittadini? Cosa siamo diventati?

Penso che ognuno debba fare un piccolo esame introspettivo e rispondersi: le variabili da considerare sono molteplici e il tutto va letto attraverso la lente della propria sensibilità. La percentuale più preoccupante delle eventuali risposte penso sarà raccolta nel: “non saprei”.

Dopo l’album Incontri, sei uscito con due singoli Siamo Noi e Guelfi e Ghibellini. Credi che la fruizione musicale moderna tenda a penalizzare i long playing come gli album?

Non ho un’opinione precisa sull’argomento. Nelle mie proposte ci sono fatti di storia, di attualità, l’amore, i sogni e i paradossi dei nostri modelli di vita. Dunque quando scrivo un pezzo vivo una sorta di impazienza a comunicarne il contenuto. Ecco perché prediligo uscire con un singolo, per cogliere un’immediatezza, salvo poi raccoglierlo più in là nel tempo insieme ad altri brani connessi dallo stesso ‘fil rouge’ tanto caro ai miei PRs.

Ultima domanda, la tua penna ispirata caratterizza
fortemente la tua musica. Qual è il momento della giornata in cui preferisci scrivere e perché?

La notte, perché sotto la sua coperta di silenzio, di stelle, di luna, di sogni, di attesa, la sintesi dei sentimenti e delle immagini raccolte nel giorno trovo mi riesca meglio.

Giors, grazie per le tue risposte e in bocca al lupo per il tuo nuovo singolo ‘Guelfi e Ghibellini’.

Grazie a voi e Viva il lupo.

Info:
https://www.facebook.com/Giors.official
https://www.instagram.com/giors.official

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