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Intervista con Vinnie Marakas “Giovane Cagliostro”

Vinnie Marakas è profeta, imbroglione, sciamano, alchimista e impostore: il nome della sua opera è scritto sul manto delle tigri. Secondo alcuni esegeti è un mago metropolitano che da sempre attraversa i secoli presentandosi con diversi nomi: Ermete, Cagliostro, Faust.
Secondo altri un illusionista, un operatore del sottosuolo, un poeta. Per altri ancora un baro, un giocatore di dadi. Un imbroglione, un truffatore che si cela dietro a un linguaggio criptato, fatto di visioni, riferimenti, allegorie e calembour, facendo gioco di spleen sulle atmosfere nostalgicamente sognanti, intessute da Richard Floyd (fine producer e abile addestratore di testudinati d’acqua dolce, NdA).

vinnie marakas

L’unica certezza è il nuovo EP di Vinnie Marakas “Giovane Cagliostro” ed ecco cosa ci ha raccontato al riguardo

Come racconteresti la tua “Torino Tropical”?

Chimerica. Torino come ogni città che si specchia sull’acqua è una città doppia, sotterranea, misterica. E’ labirintica, ti dà l’impressione di non poterne mai uscire, eppure la strada per il mare dell’immaginazione è segnata dal fluire del fiume, il cui esondare porta alla luce i detriti della memoria e il presagio di un futuro perduto. Dove l’alto e il basso si incontrano nella nebbia, con impeto discreto. Dove bisogna chiudere gli occhi per vedere un altro sole, e aprirli di notte per poter sognare.

E in che modo il tuo nuovo disco è un’opera simbolistica?

D’ispirazione simbolista nel senso che ogni immagine, ogni visione, ogni parole è un’allegoria, un’iperbole, una mistificazione di qualcos’altro che resta solo alluso, nascosto, espunto, dimenticato.

Perchè sei così misterioso riguardo la tua identità?

Non lo sono affatto. Io sono Cagliostro. Sono Faust, sono Quixote, sono il Cappellaio Matto, sono Pierrot che ulula stonato alla luna nuova. Chiunque reciti Shakespeare è gli stesso Shakespeare, così sono anche il Bardo e il suo contrario. L’identità è un concetto logico-matematico che prevede che X sia identico in ogni suo attributo a Y, o a X stesso. Nessuno è identico a se stesso. Nulla è identico a qualcosa che non sia l’universo intero, il microcosmo è il macrocosmo, e viceversa.

Si dà troppa importanza all’identità, è un gioco linguistico che in quanto tale va, pur seriamente, giocato. L’identità anagrafica non corrisponde all’essere profondo, è uno strumento di controllo, una convenzione burocratica per pagare le bollette e andare a votare, tutte cose che di questi tempi, se posso, personalmente evito volentieri. Il nome e il cognome che mi furono assegnati in questa nascita sono conosciuti a molte persone e sono tutt’altro che segreti o misteriosi o interessanti, è solo cronaca. Ogni biografia è immaginaria e la mia storia è la Storia del mondo.

Nome e cognome, o date di nascita non rispondono all’unica domanda davvero importante che è “chi sono io?”, la domanda iniziatica da cui parte il cammino del mago. Bisogna farsi Vuoto per accogliere l’Infinito.

Quindi in definitiva, chi è Vinnie Marakas?

Un suono, un flatus voci, un fragile vuoto, un nobile viandante.

Hai già in mente i prossimi passi del tuo progetto musicale?

E’ il Progetto a guidare i miei passi, e la strada che percorro è illuminata dall’Opera stessa.

Segui Vinnie Marakas

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Roberto

Appassionato di Musica, mi piace ascoltare i brani degli artisti emergenti e condividerli con il pubblico.

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