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Intervista con Tigri

Esce venerdì 10 settembre 2021 Estate, il nuovo singolo (assolutamente non estivo) di TIGRI.

Questo è il terzo del progetto indie-pop di Milano estratto dall’album Serenata Indiana, previsto per autunno 2021. La canzone è ispirata alla poesia “Di Luglio” di G. Ungaretti, e racconta un’estate che non è quello che sembra. È un’estate misteriosa e avventurosa, nella quale gli incontri inaspettati ci aiutano a scoprire noi stessi e a mostrare le nostre macerie senza paura.

Un beat midtempo si unisce a sintetizzatori dai suoni crepuscolari, calando l’ascoltatore nella sua estate atipica

Gli abbiamo fatto qualche domanda!

Che cosa c’è di estivo estivo nella tua Estate?
Dipende cosa intendi per estivo: c’è chi pensa alla spiaggia affollata all’ora di punta e chi pensa al tramonto sul . Non è estate solo luglio, lo è anche settembre, quando sta per finire tutto e ti viene un po’ il magone. la mia è un’Estate notturna, calda e umida, un po’ alticcia e con della in lontananza che non riesci a definire bene. ti stai muovendo, qualcosa succede intorno a te, cos’è? boh. l’estate è anche staccare e perdersi un po’.

Com’è Milano d’estate?
Desolata e suggestiva. ci sono giornate a Luglio o ad Agosto a Milano in cui ti sembra di vivere nel deserto dei Tartari. E’ tutto fermo, ma senti che qualcosa sta per succedere e allora aspetti. a parte gli scherzi, ammetto che Milano d’estate va presa a piccole dosi.

Hai precedentemente portato a galla il tema della mascolinità tossica, lo ritroviamo anche in questo nuovo singolo?
In parte sì. ho sempre faticato nel riconoscermi nelle canzoni “d’amore” dove l’uomo è la virilità personificata, forte e inflessibile. io non sono così, ammetto di avere diversi tratti che nella retorica macho farebbero di me un debole. seppure non sia il tema principale della canzone, ho cercato di restituire un’immagine fedele di me stesso, mettendo in primo piano il mio personalissimo compendio di macerie.

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Come hai lavorato con Studio Cemento? Come è nato il “personaggio” di ?
Sul come ho lavorato e sto lavorando ti direi benissimo. non è facile trovare collaboratori che azzecchino al volo quello che hai in mente e che soprattutto diano corda alle tue idee senza semplicemente “accontentarti”, anzi prendendo il coraggio di dire: guarda che l’idea che avevi in mente non funziona, rivediamola insieme. Il personaggio di Tigri è nato in maniera tutt’altro che spontanea, mi ci sono voluti trent’anni per capire come presentare il mio progetto e soprattutto trovare il coraggio per farlo. diciamo che è una summa delle cose che mi piacciono, nel senso
che ci guardo dentro e dico “hey questo sono io”.

Cosa puoi raccontarci della tua esperienza in Scozia?
Che purtroppo non l’ho vissuta così profondamente e a lungo tanto quanto avrei voluto. posso dire però che secondo me che in Scozia si sta bene, meglio che nel resto dello UK. Edimburgo è una città molto vivace, e la scena musicale lo è altrettanto. la cosa che più mi lasciava basito era la quantità di locali in cui suonare e la facilità con cui la gente prendeva uno strumento e si presentava su un palco, ho visto musicisti che si facevano letteralmente il “tour” dei locali in una sola sera, con la chitarra sulle spalle e via.

Perché secondo te è arrivato il momento giusto per pubblicare il tuo disco di debutto?
Bella domanda. ho più risposte, ma dirò la principale: per andare avanti. non potevo pensare a me stesso tra qualche anno con una manciata di canzoni nel cassetto, canzoni in cui ho investito tantissimo emotivamente, a domandarmi se avrei dovuto farne qualcosa o meno. non prendere il toro per le corna alla fine ti fa solo avere più paura del toro.

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