Intervista con PIER dopo il debutto con Ciabatte

Intervista con PIER dopo il debutto con Ciabatte

PIER, un nuovo nome che si impone nella scena indipendente, cantautore e produttore polistrumentista che con la sua “Ciabatte” ci racconta la fine di una lunga relazione. Le immagini malinconiche del testo trascinano subito la canzone attraverso una serie di ricordi sbiaditi: momenti bellissimi di una vita insieme che però, sovrastati da un muro di discussioni, traumi, difficoltà di dialogo, a un certo punto non bastano più per andare avanti. La decisione di lasciarsi corrisponde alla rinuncia a tanti sogni e promesse, e la canzone attraversa quel momento in cui, passato il primo mese da soli, ci si rende conto che le piccole cose che si condividevano in casa non fanno più parte della propria quotidianità, lasciando la consapevolezza di un vuoto da colmare. Il brano è la prima tappa di un progetto più ampio che vedrà una canzone per ogni fase dell’amore. Il brano è prodotto da PIER stesso.

Curiosi? Noi sì, e lo abbiamo intervistato!

Intervista con PIER dopo il debutto con Ciabatte

Siamo curiosi. Cos’è rimasto di Labbè? Continuerai ad usare questo nome per le firmare le tue produzioni?

Di Labbè è rimasto tutto! Pier è solo una versione più evoluta, tipo Goku che diventa Super Saiyan, o Bruce Banner che diventa Hulk, anche se io ho meno muscoli di entrambi e non so menare la gente. Per il nome, devo ancora prendere questa decisione…ahahah! Probabilmente lascerò sempre Pier per non complicarmi la vita!

Tra le tue collaborazioni anche quelle con Morgan, Arisa, Giuliano Sangiorgi… Cosa ti ha insegnato stare a così stretto contatto con nomi della scena mainstream? Aspiri ad arrivare a far a parte, anche come cantautore, con questa scena?

Beh, essendo stato ingaggiato come arrangiatore non dal team degli artisti ma direttamente dalla Medit Orchestra che li ha accompagnati in diverse date, non posso parlare di “stretto contatto”: ho lavorato molto da dietro le quinte, e ho avuto il piacere di conoscere soltanto alcuni di loro dal vivo a fine concerto, mentre dagli altri ho ricevuto un feedback “a distanza” tramite il direttore Angelo Valori. In ogni caso sempre ottime reazioni sia da loro che dal pubblico e questo mi ha fatto davvero molto piacere. Per quanto riguarda la scena, vorrei entrarci e il primo passo è stato proprio cominciare ad uscire da dietro le quinte.

E rispetto ai nomi che abbiamo già citato. Hai ricevuto dei feedback importanti da nomi del calibro di Morgan? Com’è andata in tal senso?

Molto bene con tutti! Con Morgan è stato divertente perché il feedback l’ho ricevuto durante una sua diretta Instagram dietro al palco, eravamo lì poco prima del concerto: “Sei tu che hai riarrangiato Cieli Neri? Complimenti, davvero un bellissimo arrangiamento”! È stato emozionante perché io qualche anno fa ho avuto un periodo di fissa con i Bluvertigo e non credevo che un giorno avrei riarrangiato per orchestra uno dei loro brani.

E com’è questo primo mese da soli, dopo una dolorosa rottura?

Dato che nell’ultimo periodo litigavamo spesso, inizialmente mi sentivo come liberato da una prigione e pensavo che mi sarei dato alla pazza gioia. Dopo qualche giorno…bam. Crollo. Però ero determinato ad andare avanti perché ormai avevamo capito troppe volte che la nostra storia da qualche parte non funzionava. Ci ho messo quasi due anni a lasciarmi la cosa alle spalle. A distanza di tempo fortunatamente siamo rimasti in ottimi rapporti, ci vogliamo un bene sincero e desideriamo solo il meglio l’uno per l’altro.

Ci descrivi il tuo paio di ciabatte preferito?

Beh, a Natale di…non ricordo quale anno, mi fu regalato un paio di ciabatte entrambe destre, uscirono proprio così dalla confezione, erano fallate. Quando scartai il pacco scoppiammo tutti a ridere. Però il colmo è che per qualche strano motivo erano comunque comode, e quindi le ho tenute. Con quelle ciabatte ho anche realizzato il reel di annuncio della canzone sul mio profilo Instagram @piacerepier dove vi aspetto se vi va di farmi visita! 🙂

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