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Intervista con i Granelli

Dopo l’EP Cani, stelle e videotape, prima pubblicazione dei Granelli come band a quattro elementi dello scorso gennaio, abbiamo chiesto ai ragazzi di raccontarci qualcosa di più

Prima domanda per rompere il ghiaccio: chi sono i Granelli?

Sono Giorgio, Davide, Zenk, Lorenzo. Quattro ragazzi che condividono l’amore per la musica.

Parlateci un po’ del vostro background musicale: qual è stata la vostra formazione e quali sono gli artisti che vi hanno ispirato?

Giorgio: Ho iniziato ad avvicinarmi alla musica grazie a mio padre, che mi faceva ascoltare Diario Carboni con un vecchio walkman. Avrò avuto tre anni. Mio nonno, invece, suonava delle ninne nanne al violino per me. Ho studiato sassofono prima, chitarra elettrica poi. Il mio mito erano gli Smashing Pumpkins e anche il britpop.  Nel 2010 ho sentito Carmen Consoli dal vivo e ho deciso che volevo fare anch’io musica in italiano, così mi sono approcciato alla composizione con Mauro Ghilardini al CDpM e alla tecnica vocale con Daniela Panetta.

Zenk: Ho studiato batteria dall’età di 6 anni fino ai 18 alla scuola di musica del mio paese e ho ripreso poi a studiare tra il 2018 e il 2021 con Maxx Furian al CDpM per ottenere la laurea in batteria con la University of West London. Gli artisti che mi hanno ispirato di più sono sicuramente Dave Weckl, Vinnie Colaiuta e Steve Gadd.

Lorenzo: Ho cominciato con i classici del rock, (Pink Floyd, Jimi Hendrix, Eric Clapton…) per poi appassionarmi più recentemente al jazz-fusion (Chick Corea, Weather report, Allan Holdsworth), non disdegnando il metal nel mio percorso (Dream theater e Porcupine Tree fra gli altri). Tutti i sopracitati sono maestri irraggiungibili, ma anche veri punti di riferimento.

Davide: Ho iniziato a suonare la chitarra classica a 12 anni ma già dai 14 ho virato verso quella elettrica. Fin da subito la mia passione si è rivolta verso il rock e il blues (Van Halen, Toto, Led Zeppelin, Stevie Ray Vaughan, John Mayer), ma dopo qualche tempo sono stato catturato dal Jazz, che ho studiato per diversi anni al CdPM di Bergamo e al Conservatorio di Como. Negli ultimi tempi mi sono avvicinato molto a tutta quella musica che in qualche modo si rifà al mondo della black music (hip-hop, R’n’B, funk, neo-soul), e quì i miei punti di riferimento sono, per citarne alcuni, J-Dilla, Isaiah Sharkey, Kaytranada, Venerus, Calibro 35.

Qual è il messaggio che volete trasmettere con il disco “Cani, stelle e videotape”?

Che niente è veramente vicino, né troppo lontano; ovvio né impossibile. Che con i nostri limiti, guardandoci dentro, possiamo fare la differenza in relazione all’altro e a noi stessi.

Cosa potete raccontarci sulla scena musicale della vostra città e come vi inserite all’interno di essa?

A Bergamo c’è sempre stata una grande varietà di musica dal vivo, specialmente in estate, quando il cuore della città pulsa di festival e iniziative. Sicuramente i due casi di maggiore successo discografico, i Verdena e i Pinguini Tattici Nucleari, non possono essere ignorati da nessun musicista pop o rock della zona. Inconsciamente o meno, “rubiamo” tutti alcuni elementi stilistici dagli uni o dagli altri. Noi ci sentiamo di essere, come scrittura e contenuti, a metà strada tra i due mondi.

Qual è l’elemento che non dovrebbe mai mancare in un pezzo firmato Granelli?

Il contrasto tra elementi poetici (come le stelle) e gli oggetti più quotidiani (tipo i radiatori). Poi tanta chitarra, basso, batteria; e le tastiere che incollano tutto insieme – merito del nostro produttore Luca Balduzzi.

Quali saranno i prossimi step del vostro progetto?

Portare dal vivo tutte le nostre canzoni per la prossima stagione, insieme a qualche cover “granellizzata”, abbracciando un pubblico vero! Tutto questo prima di ultimare i nuovi brani su cui stiamo già lavorando da qualche mese.

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Roberto

Appassionato di Musica, mi piace ascoltare i brani degli artisti emergenti e condividerli con il pubblico.

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