Intervista con Cortese e la sua Gallipoli uscita oggi

È un viaggio tra i ricordi d’estate quello di Cortese nel nuovo singolo “Gallipoli”, in uscita oggi venerdì 17 giugno per Visory Indie

CORTESE: Gallipoli è il nuovo singolo in uscita il 17 giugno

CORTESE: Gallipoli

Dopo “Blues Bar” il cantautore salentino torna con un brano evocativo che fa subito venire voglia d’estate e di leggerezza. Con “Gallipoli” Cortese prosegue sulla via del sound itpop, con reminiscenze anni ottanta e influenze battiatesche, perfetta colonna sonora dei viaggi per le strade assolate di una costa salentina dalla bellezza disarmante, la location ideale per amori da film che viverli in quel momento significa sentirli destinati a durare in eterno ma che alla fine restano semplicemente tra i ricordi bellissimi di un’estate indimenticabile.

Ecco cosa ci ha raccontato Cortese nell’intervista!

Cosa ti ha portato in America Latina e che differenze riscontri nel loro mercato musicale rispetto al nostro?

Mi ha portato in America Latina una collaborazione casuale e fortunata col cantautore Franco Simone, divenuto noto laggiù negli anni ’80, quando la musica italiana esportava canzoni nei paesi di lingua spagnola. Lui mi ha parlato per la prima volta del Festival Internazionale della Canzone di Viña Del Mar, il più importante d’America Latina, e insieme abbiamo deciso di parteciparvi vincendo l’edizione del 2015 come miglior canzone e miglior interprete.

Il mercato musicale da quelle parti è forse più variegato, un po’ com’era in Italia nell’epoca pre digitale, soprattutto nel circuito della musica dal vivo, la gente è abituata a pagare un biglietto per assistere a dei concerti di artisti di medio o alto livello e questo aiuta il mercato. Dal punto di vista discografico, invece, ovviamente anche lì domina ormai il web.

E che cos’è cambiato, dagli store digitali ai live, da quando hai iniziato il tuo percorso musicale? Cosa c’era prima degli Aram Quartet?

Io ho 36 anni, quando ho iniziato a fare musica si suonava tanto perché tante erano le occasioni e i posti, piccoli o grandi, in cui farlo e si registravano le demo delle proprie canzoni con gli ultimi multitraccia analogici in circolazione, quindi sono cambiate davvero tante cose. Detta così mi rendo conto che potrei sembrare un dinosauro ma no, ritengo che lo streaming abbia apportato tanto alla diffusione della musica, creato spazi per la musica emergente in particolare che prima erano inesistenti o non per tutti.

Forse dal punto di vista dei live ritengo che le cose siano cambiate in peggio, prima si partiva dai palchi, pubs, festival, rassegne, e non dall’hype. Prima degli Aram Quartet avevo una band di nome Nereida con cui suonavamo le mie prime canzoni in giro per il Salento e subito dopo il liceo, trasferitomi a Roma, avevo iniziato a lavorare come corista in orchestra per trasmissioni Rai.

Cosa raccontai il tuo nuovo singolo “Gallipoli”?

Racconta uno di quegli amori estivi che nel momento in cui lo vivi sembra essere destinato a durare per sempre, ti travolge e sconvolge, ma poi resta tra i ricordi più belli di un’estate magica in una location stupenda.

Cosa ne pensi dei talent televisivi e cosa faresti tornando indietro?

Penso siano dei tritacarne per molti e delle grandi occasioni per pochi. Tornassi indietro ci arriverei con una progettualità più chiara in mente e un piano d’azione e promozione ben più definiti principio del gioco.

Cosa c’è nel futuro di Cortese?

Nel futuro più immediato altre storie quindi altre canzoni che andranno a finire in un ep entro fine anno. In un futuro più lontano chi lo sa, mi piace vivere e sognare alla giornata.