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Intervista con BOISON dopo il nuovo singolo Soltanto rumore

Dopo il debut single Fermo Qui, BOISON presenta il nuovo brano Soltanto rumore. Un pop rock dove il tappeto ritmico dell’arrangiamento ci trasporta in un ritorno a casa con le luci notturne, immersi nei pensieri. Un singolo che ci racconta una solitudine che diventa terapeutica, dove il rumore di fondo della città viene sovrastato dal nostro silenzio assorto.

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Ecco cosa ci ha raccontato BOISON a riguardo!

Sonorità rock e urban possono andare d’accordo quindi? Ti ispiri a qualche nome in particolare?

Credo che entrambe possano descrivere in maniera concreta delle ambientazioni e degli scenari di vita che ci circondano quotidianamente, creando atmosfere che ne amplificano la percezione. Per cui si, possono andare d’accordo. Per quanto riguarda le mie influenze ascolto molta musica internazionale, Fontaines D.C, Imagine Dragons, Arctic Monkeys, per citarne alcuni, ed anche molta musica italiana come Motta, Fast Animals and Slow Kids, Ministri e tutto il panorama Alternative Rock italiano.

Quando la solitudine è stata terapeutica per te? E cosa consiglieresti a chi invece si sente solo in questo momento?

Viviamo in tempi in cui siamo continuamente circondati da stimoli, specialmente per via dei social. Questo ci porta a non avere più momenti in cui rimanere soli con sé stessi, momenti in cui fare un po’ il punto della situazione e magari provare a capire cosa ci fa realmente stare bene o male.

Al contempo tutto ciò ci porta a dare troppo peso a cosa può piacere o no agli altri e non ci chiediamo mai se quello che stiamo facendo, se ciò che siamo, ci rispecchi effettivamente. In tanti momenti della mia vita più o meno difficili la solitudine mi ha aiutato, mi ha fatto riflettere senza farmi influenzare dall’esterno, mi ha dato lo spazio di cui avevo bisogno. Il mio consiglio per chi si sente solo è quello di affrontare la solitudine come un’occasione per poter capire realmente chi siamo e di cosa abbiamo bisogno.

Qual è il tuo rapporto con la città di Roma? C’è qualche luogo in particolare qui che ti ispira e che pensi possa avere a che fare con l’immaginario della tua musica?

Chi nasce a Roma ha la fortuna e la “sfortuna” di vivere in una città, come dire…caotica! È una città in continuo movimento, enorme, incessantemente piena di stimoli, il che ti porta ad amarla e purtroppo, molto spesso, anche ad odiarla. È proprio come in una vera relazione, è un rapporto di amore/odio continuo. Di luoghi di ispirazione Roma ne è piena, dal centro storico fino alla periferia, ogni posto ha una storia da raccontare. Ed è particolare come gli scenari mutino velocemente spostandosi di appena qualche chilometro.

Il tuo progetto nasce durante un anno particolare, il 2020, com’è stato per te?

Sicuramente, come per tutti, è stato un anno difficile. Siamo stati costretti a cambiare le nostre abitudini, e forse questo ci ha portato a concentrarci su cose che anche prima avevamo davanti quotidianamente, senza però rendercene conto. Nel mio caso mi sono ritrovato a fare i conti con me stesso, a capire come ero cambiato, cosa era cambiato intorno a me in tutti questi anni. Questo esame di coscienza è confluito in scrittura, che vi sto presentando con questi brani un pezzetto alla volta. Posso dire che scrivere in quel periodo così è stato davvero terapeutico.

Programmi per il resto dell’estate?

Continueremo a lavorare costantemente su nuovi brani, in vista dei prossimi lavori in studio che ci attendono, e parallelamente stiamo lavorando alla creazione di uno spettacolo live, da presentarvi molto presto.

Segui BOISON https://www.instagram.com/boisonmusic/

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Roberto

Appassionato di Musica, mi piace ascoltare i brani degli artisti emergenti e condividerli con il pubblico.

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