Intervista con Adrané dopo il debutto con Roipnol e Sambuca

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Dopo il debutto del brano Roipnol e Sambuca, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Adrané, ecco cosa ci ha raccontato nell’intervista.

Ciao Adrané e benvenuto, partiamo subito con una domanda per rompere il ghiaccio, come nasce la tua passione per la musica?

La passione per la musica credo di averla ereditata da mio nonno, era l’artista di famiglia, suonava il violino, la chitarra e dipingeva, purtroppo è scomparso quando io ero molto piccolo e non ho ricordi di lui a parte i suoi quadri e la sua chitarra sulla quale ho iniziato a strimpellare i primi accordi. Mio padre anche ha avuto un ruolo importante, è un grande appassionato di musica, praticamente sono cresciuto a pane e Pink floyd, nello stereo della macchina c’erano quasi sempre loro.

Altri artisti che ho scoperto grazie a mio padre sono i Dire straits, i Deep purple, il primo Venditti, Zucchero degli anni 80-90, spesso metteva anche Bob Marley e Sade, questi sono solo alcuni di quelli che mi vengono in mente, spaziava molto, ma la sua vera passione erano i Pink Floyd.

Il mio amore incondizionato per la musica mi ha fatto appassionare a diversi strumenti diventando così un polistrumentista; infatti, suono la chitarra, il basso e la batteria (il mio vero amore) questo mi ha permesso di essere totalmente autonomo nella produzione dei miei brani. Negli anni mi sono appassionato anche alla fotografia e ai videoclip che curo personalmente.

Ascoltando il tuo singolo “Roipnol e Sambuca” si capisce che c’è molto di autobiografico. Come nasce l’ispirazione per scrivere la tua musica?

Si esatto “roipnol e sambuca” è una fotografia della mia adolescenza. Ho avuto problemi di dipendenza da benzodiazepine, alcool e altre sostanze, è stato un periodo molto confuso in cui la missione principale era autodistruggermi. A quei tempi non mi importava di vivere o morire, anzi per assurdo morire di overdose sarebbe stata la fine romantica per eccellenza, il classico artista maledetto, ma ero giovane e stupido, da giovani si ha la presunzione di sapere come va il mondo finché non ti scontri con la dura realtà.

Dopo un episodio che mi ha segnato ho capito che era arrivato il momento di ripulirmi e così ho deciso di farmi curare. Il videoclip è parte integrante del brano, ho voluto ricreare quella sensazione di smarrimento e di abbandono che vive chi è schiavo delle dipendenze. Attraverso il mio corpo nudo rappresento la vulnerabilità di chi cade nella rete delle dipendenze, mentre l’atto di rasarsi la testa davanti allo specchio rappresenta il cambiamento, il guardarsi dentro, l’affrontare i propri demoni, il tagliare i ponti col passato e rinascere a nuova vita.

L’ispirazione per comporre la prendo dalla vita, dal mio modo di percepire il mondo esterno, dal conflitto che c’è tra il mio mondo interiore e il mondo reale, per me è prima di tutto una terapia scrivere, una valvola di sfogo. Spesso mi sono chiesto qual è il senso della vita e la risposta che mi sono sempre dato è: lasciare una traccia della mia esistenza attraverso la musica. La musica e l’arte in generale sono una forma d’immortalità che vanno oltre lo spazio e il tempo, sono sempre stato affascinato dal fatto di poter rivivere attraverso le mie opere ogni volta che qualcuno premerà play sul suo lettore mp3. Senza la musica non avrei motivo di esistere.

Adrané – Roipnol e Sambuca official video

Come mai la scelta di utilizzare lo pseudonimo Adranè?

Sono una persona irrequieta artisticamente parlando, sono curioso, mi piace addentrarmi sempre in nuovi territori musicali e questo mi porta ad avere diverse identità artistiche che tengo separate usando vari pseudonimi. Al momento porto avanti tre progetti con tre diversi nomi: Andrea Cassetta (mio vero nome) con il quale scrivo pezzi prevalentemente rock con alcune incursioni nell’acustico, poi c’è Dove i Pesci affogano pseudonimo con il quale presento un progetto che unisce musica e cinema, si tratta di 3 EP completati da 3 cortometraggi omonimi.

Al momento sono disponibili su youtube i primi 2 cortometraggi: “capitolo 1 l’abisso” e “capitolo 2 l’inconscio” dove racconto la mia vita in chiave simbolica tipico linguaggio del mondo onirico che lascia libera interpretazione allo spettatore in base alle sue esperienze di vita.

Dove i Pesci affogano è il mio progetto più artistico e adulto, sia a livello di composizione che a livello testuale. Ho dato vita a questo progetto dopo un periodo di down profondo che ho vissuto qualche anno fa. Grazie al brano “le rive della desolazione” singolo estratto da “capitolo 1 l’abisso” ho conosciuto Piero Pelù. L’ultimo alter ego con il quale propongo le mie opere è Adrané. Adrané non è altro che l’esaltazione del mio lato istrionico e sperimentale, ho deciso di comporre musica diversa da quella prodotta finora con i precedenti progetti, l’unica regola di questo progetto è che non ci sono regole, tutto è lecito, nessun paletto stilistico o di linguaggio che possa ostacolare il processo creativo.

Adrané è l’anagramma del mio nome francesizzato dall’accento acuto. A quanto pare la mia bisnonna era francese, anche se non è ancora del tutto chiaro, in famiglia ci sono opinioni diverse riguardo la sua nazionalità, dovrei andare a fondo a questa storia.

Come è stato lavorare con Piero Pelù e cosa ti ha lasciato questa esperienza?

Lavorare in senso collaborativo purtroppo non è ancora accaduto, come vi dicevo ho avuto modo di conoscerlo dopo avergli inviato il brano “le rive della desolazione” che ha apprezzato e condiviso sui suoi social. Ricevere i complimenti da un pilatro del rock italiano come Piero è stato surreale, pensate che mi facevo le prime canne ascoltando l’album “terremoto” a tutto volume e poi mi sono ritrovato a condividere lo stesso palco, una cosa impensabile.

Piero è una grande persona oltre che un grande artista e alla prima occasione utile mi ha dato la possibilità di esibirmi prima di lui sul prestigioso palco della cavea all’Auditorium parco della musica a Roma, il 19 luglio 2021, è stato il concerto più importante della mia vita e lo ringrazierò a vita per questa immensa occasione, ho avuto il mio “quarto d’ora di celebrità”, spero ce ne siano molti altri.

Con quale artista del panorama musicale nazionale o internazionale ti piacerebbe collaborare e chi pensi ti abbia maggiormente influenzato?

Sicuramente un featuring con Piero Pelù sarebbe un bel sogno da realizzare, ma credo rimarrà solo un sogno … anche se ho imparato che nella vita mai dire mai.

Gli artisti che maggiormente mi hanno influenzato sono senza dubbio Kurt Cobain e Jim Morrison, purtroppo in passato mi hanno influenzato anche nello stile di vita e non solo nella scrittura, fortunatamente è ormai un passato che mi sono buttato alle spalle, ora conduco una vita sobria. Ho influenze di vario genere e amo tantissimi altri artisti, la lista sarebbe davvero lunga.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Portare avanti i miei tre progetti musicali. Dovrei pubblicare tre nuovi brani entro l’estate, sto ultimando un libro e poi devo finire le registrazioni di un EP.

Ho tanto materiale accumulato negli anni che finalmente ho deciso di produrre e pubblicare.

Vi ringrazio per l’ospitalità, un saluto a tutti i lettori, restate a galla!

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DM Staff Roberto

Appassionato di Musica, mi piace ascoltare i brani degli artisti emergenti e condividerli con il pubblico.

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