October 25, 2021
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I Rossometile nascono a Salerno nel 1996, dal connubio tra il chitarrista Rosario Runes Reina e il batterista Gennaro Rino Balletta, con l’intenzione di realizzare brani inediti con sonorità metal “contaminate”.

Nel 2004 vede la luceUltimaria, tra rock alternativo e metal, ma -negli anni successivi – si verificano molti cambi di formazione che influenzano la discografia della band.

Infatti, il secondo album (Terrenica) accede ad una sorta diprogressive metal(ma con influenzepop); nel 2012 arrivaPlusvalenze, dove prevale l’anima pop rock, mentre nel 2015 la band pubblicaAlchemicache si affaccia algothic metal.

Nel 2020 esce Desdemona che consacra, grazie anche all’uso dell’orchestra sinfonica, il genere “rossometile”.

Come è nato il Rossometile?

Il progetto Rossometile è nato 24 anni fa con l’intento di fare inediti, non ancorati ad un genere in particolare o ispirati da modelli da seguire. Negli anni infatti la nostra sperimentazione ed i vari gusti musicali di ogni membro della band, hanno dato vita ad una produzione mai uguale e facilmente catalogabile anche se la matrice di base resta il metal.

Come siete arrivati alla realizzazione dell’album DESDEMONA? Quali elementi vi hanno maggiormente influenzato?

L’idea di base era quella di ottenere un inquadrabile nel genere symphonic/gothic metal; lavorandoci sopra, sono usciti fuori numerosi spunti che hanno fatto sì che il risultato finale fosse variegato e “multicolore”, seppur conservando alla radice un carattere facilmente riconoscibile nel ventaglio del metal. Anche la lingua italiana – impronta caratteristica dei Rossometile da sempre – ha fatto sì che il risultato finale fosse in qualche modo un po’ “pop” e quindi fruibile anche da un’ampia fascia di ascoltatori.

Con quali modalità le tematiche della separazione, della fine delle relazioni e del distacco possono essere protagoniste all’interno di brani di genere ?

Il genere metal è nato spingendo la cattiveria del suono, la tecnica e la velocità esecutiva, oltre i limiti allora conosciuti e rappresentati dalla rock. Di conseguenza anche il cantato è diventato più estremo con l’utilizzo dello scream e del growl e di conseguenza anche le tematiche trattate nei testi sono diventate più cupe. Pertanto argomenti come il distacco e il passaggio, trovano facile collocazione nel genere metal.

Raccontateci un pò in sintesi i brani presenti nel vostro album, pieni di riferimenti alla letteratura ma soprattutto con sonorità che spaziano dal lirico al moderno, fino ad arrivare alla polifonia.

I brani contenuti in “Desdemona” non costituiscono volutamente un concept, ma hanno sicuramente un filo conduttore: tutti trattano in maniere diverse i temi che avete elencato prima. Ogni brano ruota intorno a un’idea di base che affonda le sue radici nelle nostre conoscenze culturali; questa idea è stata il motore per costruire la musica e il testo finali in modo da svilupparla e darle un’identità: si pensi ad esempio a “Storie d’amore e peste”, che traendo le sue origini dal racconto “Narciso e Boccadoro” di Hermann Hesse ha finito per descrivere, attraverso la musica folk e il ritmo terzinato, una storia d’amore ambientata nel medioevo durante un’epidemia di peste. Si pensi anche alla title track “Desdemona” che con le sue sonorità rock e le vocalità acute grida il dolore della donna che racconta la propria storia di disgrazia (quasi analoga a quella della sua omonima protagonista dell’”Otello” di Shakespeare). In sostanza, ogni brano racconta la propria storia e lo fa attraverso vari elementi vocali o strumentali che ci sono sembrati più adatti ad esaltare i concetti che volevamo esporre.

Quanto è importante la presenza del Kulning all’interno del vostro album?

Abbiamo collocato il breve interludio “Mist” proprio a metà tracklist per creare un momento di sospensione nel disco. Abbiamo scelto di creare un’atmosfera eterea e spirituale avvalendoci della tecnica del Kulning, un’antica tecnica vocale utilizzata dalle pastorelle scandinave per richiamare il bestiame dopo il pascolo. Abbiamo deciso di utilizzare questo tipo di vocalità così particolare per creare uno stacco dai brani ascoltati fino a quel momento e preparare così l’ascoltatore ad accogliere il brano più spirituale e più intenso del disco, la successiva “Nox Arcana”.

Ritenete che la contaminazione musicale sia importante per creare un musicale all’avanguardia?

“Contaminazione” è la parola d’ordine dei Rossometile! Il sound della band è reso caratteristico proprio da una miscela vincente di elementi di vario genere: facciamo in modo che classico e sinfonico si fondano con l’elettronica e il folk, avvalendoci anche di strumenti tipici come il bouzouki, la cornamusa e il tin whistle suonati da nostri amici musicisti specializzati in quest’ultimo genere. Ogni brano ha così una veste unica che lo differenzia dagli altri, anche se il nostro stile resta evidente in elementi come i cambi di tonalità o le ritmiche serrate di chitarra. L’elemento che comunque contraddistingue tutto il nostro lavoro è la concezione pop della voce e dei testi, presente fin dall’album d’ e preservata fino a questo quinto lavoro, arricchita comunque con altri colori vocali quali la o il kulning.

Siete una delle poche band del genere heavy metal con una cantante donna. Quanto può essere fondamentale e determinante una presenza femminile in un contesto prevalentemente maschile?

In realtà, almeno nel filone gothic, la presenza femminile è abbastanza diffusa, e si tratta di una vera e propria scelta stilistica in quanto in quel genere si cerca molto la melodia, l’espressività, l’atmosfera e il contrasto tra la pesantezza del suono e la leggerezza della voce. Pertanto alla luce di questi requisiti, la presenza femminile è molto funzionale, ed anche per quanto attiene l’immagine, la donna rende alla perfezione l’immaginario gotico che emerge da quel tipo di musica.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Pensiamo di intraprendere un lungo tour in varie regioni d’Italia e qualche puntatina all’estero. Fare praticamente un lungo tour che si collegherà direttamente a quello in cui festeggeremo i della band. Inoltre abbiamo in cantiere una serie di video per i vari brani che compongono Desdemona ed un progetto . Posso dire che i Rossometile non hanno mai smesso di avere obiettivi e progetti per il futuro e forse anche per questo possiamo ormai vantare una storia così longeva.

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ARTEVIVA

Nata nel 1959 a Cologne (BS). Nel 2014 ha fondato il marchio LC COMUNICAZIONE lavorando, occupandosi di promozione di artisti del mondo della musica tra i quali: Andrea Braido, Paolo Gianolio, Guido Guglielminetti, Pietruccio Montalbetti, Massimo Germini, Pio Spiriti, Antonio Tarantino, Ricky Portera, Massimo Germini, Gerardina Trovato e Luca Bonaffini che segue fissa da circa 5 anni ed altri. Ha collaborato alla realizzazione di eventi come "La settima nota” (Convention di arte e cultura) per tre edizioni, “Tra pace e memoria” (canzoni per la pace con Stella Bassani), “La protesta e l’amore” (Primo show concept interamente dedicato alla storia della musica leggera italiana), “Il vento soffia ancora” (festa provinciale dell’ANPI), “Prima e dopo il muro” (Canzoni dal dopoguerra ai giorni nostri). Ha curato tour teatrali letterari e musicali, come “Tour Eterni secondi” di Luca Bonaffini, “Tour Amazzonia. Io mi fermo qui” di Pietruccio Montalbetti . Ha curato promozioni letterarie di “La protesta e l’amore. Conversazioni con Luca Bonaffini” , “La musica è finita”, “E’ vero che il giorno sapeva di sporco”, “Ho sognato di vivere” di Mario Bonanno, “La notte in cui spuntò la luna dal monte” di Luca Bonaffini, “Settanta a Settemila” di Pietruccio Montalbetti ed altri. Gli amici e collaboratori la definiscono un “Carro armato”.

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