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intervista ai Garpets 30k a pochi giorni dal nuovo singolo 22 giugno

Uscito martedì 22 giugno 2021 il singolo 22 giugno dei Garpets. Un nuovo atipico singolo estivo che vuole raccontare il rapporto conflittuale che si ha con il proprio compleanno, un brano nostalgico che si muove tra cantautorato e it-pop che sa far ballare, piangere e si prende anche un po’ in giro.

Quest’ostinata ricerca di divertimento quasi obbligatorio rende l’evento del compleanno come un giorno che non sarà mai all’altezza dell’aspettativa, un po’ come le feste comandate. Le frasi fatte, i sorrisi forzati e l’obbligo di divertirsi ti fanno sentire da solo, anche avendo un sacco di persone intorno; ma “per quante botte che ricevi, vivi meglio se stai in piedi”.

Ecco come è andata l’intervista con i Garpets 30k

Credete sia vero quello che si dice, che esistono più ascoltatori che musica da ascoltare?
In realtà penso il contrario. In passato forse poteva essere vero (e neanche troppo) dato che il “fare musica” era letteralmente un lusso. Per registrare un album si doveva per forza andare in studio e, ai tempi del nastro e dell’analogico, era tutto più costoso, insomma, erano in pochi a poterselo permettere. Oggi, nell’epoca degli indipendenti, del digitale e delle mille emulazioni, chiunque può comporre, registrare e pubblicare praticamente al costo di un PC e di una DAW (Digital Audio Workstation) qualsiasi. 

Voi invece che tipo di ascoltatori siete? Brani singoli e playlist oppure album interi? E su che piattaforma? Siete attenti alle nuove uscite?
Essendo vecchio dentro sono più un tipo da album. Quando scopro gruppi nuovi, la prima cosa che faccio è cercarmi la discografia su Spotify per buttarmi in una sessione di ascolto ordinata dalla prima all’ultima canzone. Il secondo step è l’acquisto dei WAV o del buon vecchio CD fisico. 

Cosa vorreste che arrivasse a chi ascolta il vostro nuovo singolo 22 giugno?
Vorremmo che arrivasse il disagio nel vivere il proprio compleanno (o le feste comandate in generale), ma che allo stesso tempo si combatta questo. Abbiamo ricevuto tanti messaggi di fan che hanno ascoltato la canzone e ci si sono ritrovati molto e questo ci fa capire che il messaggio è arrivato. In fondo si ascolta musica per non sentirsi soli e questa canzone, in minima parte, ci sta riuscendo.

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Qual è il filo conduttore che collega tutti i vostri brani?
Sicuramente non sono testi felicissimi (ride). Penso che la componente epica del “malessere” si adatti perfettamente ad un testo musicale. Poi, quando siamo felici non ci facciamo caso e sicuramente non ci viene in mente di soffermarcisi troppo: ci si sofferma sulle cose che ci hanno fatto soffrire o sulle cose che non ci sono più. Direi che il filo conduttore è la nostalgia

Chi siete quando non avete a che fare con la musica?
Prima di essere una band siamo soprattutto un gruppo di amici. Non c’è giorno dove, anche solo per un meme, non ci sentiamo sul nostro gruppo whatsapp. Poi ognuno ha le sue aspirazioni: Giacomo che volente o nolente lavorerà sempre nel mondo della musica, Simone che quando non è uno studente di Beni Culturali si occupa del suo orto, Tommaso che fa la Magistrale di Lettere Moderne (insieme a Massimo) con la passione per la regia e Massimo che vive nel mondo degli eventi da anni e che riesce ad intrattenere rapporti sociali con chiunque.