Intervista ad Angelika dopo il debutto Cilekka

Angelika

Ecco cosa ci ha raccontato Angelika nell’intervista dopo il suo debutto con Cilekka

Ciao Angelika cosa significa credere in Woody Allen e in tua nonna?

Questa è una domanda che ha senso! Effettivamente suona paradossale credere in un soggetto come Woody Allen che non crede in niente.

Credo nel suo messaggio artistico e condivido la sua ironia; mi sono innamorata dei suoi lavori da piccola… mi piace questa leggera pesantezza che da ai i suoi personaggi.

Per quanto riguarda mia nonna la risposta è più semplice; mia nonna è la persona più schietta che io conosca, non te le manda sicuramente a dire, è una donna coerente, dolce e fiera.

Quanto è importante il cinema per il tuo immaginario e di conseguenza anche per la tua musica?

Ho iniziato a studiare canto parallelamente a recitazione; sono due passioni che convivono da sempre in me.

Mio padre ogni sera, da piccola, mi faceva vedere un cult… non smetterò mai di ringraziarlo; il cinema arricchisce la vita delle persone.

Cinema e Musica poi vanno a braccetto; basta pensare alle meravigliose colonne sonore che ci sono state lasciate da grandi artisti ed è buffo pensare a come anche solo l’ascolto di due note di una colonna sonora ci ricolleghi immediatamente al film.

Una persona una volta mi ha dato un consiglio e mi ha detto “devi essere una spugna”; voleva intendere che dovevo assorbire tutto ciò che vedevo e sentivo per rielaborarlo, è un consiglio che porterò sempre con me.

Com’è iniziata la collaborazione con SuperSugo Dischi?

Alcuni dei ragazzi dell’etichetta mi hanno vista crescere; mi hanno aiutata moltissimo a livello artistico negli anni.

Quando poi hanno aperto l’etichetta mi hanno proposto di farne parte, probabilmente il miglior regalo del 2020.

Com’è nato il brano Cilekka e perché hai pensato fosse il modo migliore per conoscerti?

Perché era in linea con il mio stato d’animo; negli anni ho scritto tante cose che poi non ho condiviso e che quando riprendevo in mano a distanza di tempo già non sentivo più mie…

Cilekka invece era ed è persistente, è un messaggio che ho voluto lanciare. Il brano è nato durante la prima quarantena.

Che cosa hai voluto raccontare con Cilekka?

Ho voluto condividere un urlo di ribellione. La società ci vuole felici e posati e reprime, molto spesso, emozioni importantissime come la rabbia, la tristezza ecc…

Penso che l’arte ci dia la possibilità di trasformare qualcosa di negativo in qualcosa di condivisibile.

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