Vai al contenuto
  • 3 min read

Intervista a Virginia Veronesi dopo “DOVE NON MANCA NIENTE”

Disponibile in rotazione radiofonica e sulle piattaforme di streaming “DOVE NON MANCA NIENTE”, il nuovo singolo di VIRGINIA VERONESI

Dove non manca niente” è un brano ritmico e incalzante che adegua i passi di chi lo ascolta al viaggio della canzone. Le strofe – più liquide – permettono di immergersi nelle pieghe del testo e in quel luogo dove non basta nientaltro che lamore, stare bene.

Il significato del testo è stratificato e può essere letto in diversi modi, ma ciò che emerge in modo inconfondibile è la condizione comune degli esseri umani fatta di fragilità e ricerca spasmodica che a volte fa perdere le tracce di ciò che davvero ha valore: riconoscersi per non sentirsi soli. 

Ecco cosa ci ha raccontato nell’intervista!

Come hai impiegato il tempo concesso dalla pandemia? 

Non è stato un tempo del tutto goduto. Ho vissuto come tutti un primo momento di stordimento e subito dopo tanta paura. Ricordo le sirene ad ogni ora del giorno e della notte e noi rinchiusi in casa come nei peggiori film. Lho passato cercando di non concedere troppo spazio alle emozioni contrastanti. Ho scritto tanto, ho organizzato sessioni di scrittura a distanza con altri autori e amici. Ho suonato molto, ho fatto lunghe chiacchierate al telefono e ho provato 3 volte a fare la pasta madre per la pizza: missione fallita. 

Quando sei entrata in contatto con la musica e quando hai capito che sarebbe stata per sempre parte della tua vita?

Lho incontrata fin dalla nascita. Mia mamma cantava e canta tuttora musica barocca. Ho capito che faceva per me al primo saggio di canto. Avevo portato “Over the rainbow” nella versione di Eva Cassidy e dopo le prime note ho sentito quel silenzio denso che si crea quando lattenzione delle persone è al massimo. Io cantavo e vedevo tutti e sentivo tutto, con ogni parte del mio corpo. Estata una esperienza quasi magica.

Hai mai dubbi a riguardo?

Sempre. La musica mi ha messo in crisi molto spesso, ma credo che sia perchè per farla e viverla in un certo modo devi davvero metterti in gioco completamente. E non siamo sempre preparati a farlo.

Ci sono altre arti, come per esempio il cinema, letteratura o altro, che sono in grado di influenzarti musicalmente?

Tutto ciò che è cultura mi influenza. Mi permette di riflettere sulle cose, di avere un punto di vista diverso. Amo il cinema, ci vado almeno 2 o 3 volte a settimana, se posso. Leggo abbastanza, anche se serve il tempo per farlo e alla sera sono troppo stanca. Destate recupero tutto il tempo perso. Ogni cosa che assorbo credo che mi aiuti poi a digerire dei miei pensieri sul mondo.

Come è nato il tuo nuovo singolo Dove non manca niente?

Enato dopo che ho conosciuto Veronica Marchi, co-autrice del pezzo insieme a me. Avevamo iniziato a collaborare e ci siamo trovate talmente in sintonia che un giorno mi ha proposto di sentire una bozza di un pezzo che aveva scritto e di cui non era convinta. Mi sono innamorata di una frase : siamo tutti zingari. Abbiamo tenuto quella e siamo ripartite da zero, insieme. Enato un brano completamente nuovo che parlava di noi, della fragilità umana e del fatto che a volte siamo talmente presi da una ricerca frenetica di qualcosa che dimentichiamo di ciò che ha più valore: riconoscersi per non sentirsi soli.

Quali sono i tuoi prossimi step?

Nei prossimi mesi usciranno nuovi brani che non vedo lora di condividere e poi spero di organizzare presto un tour live per conoscerci veramente.

nv-author-image

Roberto

Appassionato di Musica, mi piace ascoltare i brani degli artisti emergenti e condividerli con il pubblico.

Condividi questo articolo!

Vuoi entrare in un circuito di distribuzione e diffusione, in modo semplice e veloce?

promo emergenti

Il progetto ha la mission di incentivare la creatività, sviluppando una rete indipendente, alternativa al mainstream, che permetta agli artisti di avere visibilità, guadagni e sbocchi che rendano la loro attività artistica sostenibile. E’ ispirato alla filosofia Punk del DIY (Do It Yourself), dove l’unione di fanzine, giornalisti, promoter, manager, etichette discografiche, locali fuori dal circuito delle Major, creò un filone con un suo pubblico ed una sua identità.