intervista a The 24 Project

Uscirà domani 16 settembre 2021 At Home, il nuovo singolo . Un nuovo capitolo che ci avvicina al mondo del Rodolfo Liverani: brani come un flusso di coscienza dove melodie e influenze chill e ambient che si mescolano tra loro. Il primo di una serie di brani che scorrono infiltrandosi nei pensieri. “At Home”, dice Rodolfo, è un nel quale si contrappongo momenti frenetici a situazioni di tranquillità. Un dualismo tra il caos esterno e la tranquillità interiore. Perfetto da ascoltare quando si vuole evadere dalla realtà, andando in un posto tranquillo o isolandosi per strada nel traffico.

Abbiamo scambiato scambiato quattro chiacchiere con lui.

Da dove arriva il tuo nome “The 24 Project”?
Ho scelto un nome che potesse racchiudere in maniera sintetica l’idea del tempo. Il tempo è un concetto estremamente affascinante ed è ovviamente un elemento chiave nella musica. L’idea di includere il numero 24, che corrisponde alle ore di una giornata, si riferisce al fatto che la mia mente è costantemente focalizzata sulla ricerca di suoni e nuove idee per il mio progetto.

Com’è cambiato il tuo approccio alla musica dopo la pandemia?
Sicuramente sono diventato più selettivo su certe scelte musicali. Se prima ero disposto a partecipare a progetti in cui non mi sentivo pienamente coinvolto ora ho intenzione di concentrare le mie energie esclusivamente in qualcosa in cui credo.

E come hai passato il tempo in più concesso dalla pandemia?
Oltre ad avere prodotto una grande quantità di musica, ho sfruttato questi mesi per studiare e ovviamente esplorare nuova musica.

Quanto la tua esperienza al Conservatorio è stata fondamentale?
Il conservatorio ha rappresentato molto per me, sia dal punto di vista formativo che umano. In quegli anni ho conosciuto professionisti di altissimo livello e ho suonato con persone che come me volevano fare della musica il proprio percorso di vita. Senza dubbio è stato molto stimolante dal punto di vista creativo.

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Cosa c’è di simile al tuo The 24 Project in Italia?
La musica elettronica italiana è un ambiente molto interessante. Tra gli esponenti più in vista ci sono artisti come Yakamoto Kotzuga o anche lo stesso Godblesscomputers che sento abbastanza simili alle mie sonorità.

Cosa c’è nel futuro di The 24 Project?
Sicuramente ci saranno molte novità. Ho in programma un po’ di singoli da pubblicare.

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