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Intervista a MOZEZ WRIGHT

Figlio di un predicatore giamaicano,Mozeziniziò la sua carriera in Giamaica nel 1987 , cantando in tournee’ come membro del gruppo gospel Channel of Praise.

Durante la sua importante esperienza artistica con gliZero 7insieme aSia,Sophie BarkereTina Dico,Mozezha avuto l’occasione giusta per costruire una solida fanbase. Nel 2006 esce il suo primo album da solista, “So Still”. Nel 2010 crea la sua etichetta,Numen Recordse nel 2011 pubblica il suo primo album di remixes, “Time Out”.

Tra il 2012 e il 2016Mozezè impegnato nella stesura di canzoni, registrazioni e tournée con il dj producer ingleseNightmare on Wax, con cui si esibisce occasionalmente dal vivo. Durante questo periodo produce il suo secondo album da solista “Wings”pubblicato nel 2015 sempre perNumen Records. Il progetto è immerso in un clima prettamente spirituale e attira l’attenzione diDermot O’LearyeTom Robinson(conduttori radiofonici rispettivamente perBBC Radio 2eBBC Radio 6 Music). Nel 2017 esce“Dream State”, album di remixes.

Raccontaci della tua esperienza, a inizio carriera, con gli ZERO 7. E’ stato fondamentale per poter crescere?

Sarebbe errato affermare che gli Zero7 sono coincisi con l’inizio della mia carriera. Tuttavia è vero che collaborare con loro sia stato fondamentale per la crescita artistica di coloro che ne hanno fatte parte tra cui Sia, me stesso, Sophie Barker, Tina Dico e altri artisti subentrati dopo di noi.Gli Zero 7 sono stati una band fantastica ed è stato davvero un grande periodo della mia carriera.

Quale rapporto hai con i social media? Riesci a rimanere a stretto contatto con i fan?

Non sono assolutamente prolifico sui social media. So che è importante seguirli, ma trovo che sia come navigare in acque profonde. Sarebbe bello se non aggiornassero spesso le regole, ma cambiano continuamente i termini d’uso. Temo che i miei fan possano essere dispiaciuti un po’ , perché non sono molto bravo nel tenermi aggiornato.

Come sei arrivato alla creazione del nuovo singolo ‘Looking At Me’?

Condivido lo studio di registrazione a Londra con uno degli scrittori del brano, Tony White. Un giorno e’ venuto a trovarci un amico, Ben Barson , e abbiamo deciso di scrivere alcune tracce noi tre insieme.

La canzone è nata rapidamente, ma la produzione ha richiesto un po’ più di tempo. Sono un po’ esigente , fino a quando non ottengo il suono perfetto non vado avanti. Hamlet Luton e Chris Dawkins hanno invece suonato il basso e le chitarre.

Quali sono le tematiche che prediligi all’interno dei tuoi lavori?

Tutti gli artisti sono narratori di storie. Raccontiamo ciò che vediamo, sentiamo, speriamo o sogniamo. Penso che il mio lavoro sia un’estensione di me stesso, quindi ascoltare le miei canzoni è come ascoltare i miei pensieri.

Pensi che le generazioni future avranno difficoltà a interfacciarsi con le diverse culture?

Penso che siamo fortunati, dato che oggi le informazioni sono così prontamente disponibili. Tutto il tempo che le generazioni del passato hanno impiegato per capire le cose, le generazioni di oggi lo possono fare in mesi, settimane o giorni. Se guardi chi e’ a capo dei movimenti sociali di oggi, ti accorgi che sono spesso giovani. La storia alla quale siamo stati venduti è fondamentalmente disseminata di errori. In realta’ non esiste nessuna razza, non ci sono confini, non ci sono culture diverse. Siamo solo persone. Una volta persa la paura , loro diventano noi.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Hai intenzioni di esibirti dal vivo appena tutto sarà tornato alla normalità?

Si..mi piacerebbe ricominciare appena torna la liberta’ per poterlo fare. Spero si possano riprendere presto i concerti.

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