October 27, 2021
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pubblica  “”, il suo secondo “context album”. Il nuovo paesaggio d’autore, composto da 8 brani, scorre attraverso i suoni e le storie raccolte tra i vicoli e le campagne dell’Appennino centrale, nel cuore dell’Italia. È disponibile su tutti i digital store al link: https://frontl.ink/mxk2dyz

Partendo da Bellegra, terra d’origine dell’artista, l’album svela gli affetti e i difetti di un antico paese.
Introdacqua” riconduce alle atmosfere più intime e familiari, dove le emozioni si intrecciano con le storie di una piccola comunità stretta intorno alla vita.

Conosciamolo meglio!

Come nasce la tua passione per la musica?

Ascoltare mio padre suonare il canzoniere e guardare a ripetizione la videocassetta del musical “Hair” siano tra i ricordi fondativi del mio amore per la musica. L’iniziazione alla pratica musicale risale al giorno in cui mio cugino lanciò la sfida di suonare con la chitarra dietro la schiena un’acrobazia melodica, trovandomi pronto nonostante la tenera età. In quel momento divenni ufficialmente il musico di casa.”

Da “Metropolia”, il tuo precedente lavoro, di ispirazione urbana a “Introdacqua”, una sorta di viaggio di ritorno alle tue origini. Cosa ti ha spinto, qual è stata la scintilla che ha scatenato il connubio tra la tua musica e il tuo territorio?

“Intorno al 2015, quando ho cominciato a raccogliere le canzoni scritte nel tempo, mi sono accorto che potevo rintracciarne diverse ambientazioni, come se alcune storie si riferissero ad un paesaggio in particolare. Da questa intuizione ho cominciato a lavorare al primo album, “Metropolia”, con il quale ho ricercato un habitat urbano, raccogliendo registrazioni sul campo che avrei poi utilizzato per connotare le storie e arricchire le registrazioni in studio. Un processo simile con una diversa ambientazione ha portato alla realizzazione di “Introdacqua”. Con il nuovo album soddisfo il bisogno di dare voce alle storie di casa, completando il ciclo della mia vicenda pendolare tra l’Appennino e la città.”

Come mai la scelta del nome “Introdacqua”?

“Ho intitolato questo album a Introdacqua, un comune in provincia dell’Aquila, precisamente nella Valle Peligna, non troppo distante da Sulmona, il paese da cui provengono Daniele Quaglieri e Simone Colasante, miei amici nonché musicisti straordinari con cui collaboro dagli inizi ad oggi. Ho sempre bisogno di uno pseudonimo, un nome alternativo con cui chiamare i luoghi che racconto.”

Anche per il lato mix e registrazione dell’album ti sei rivolto ad uno studio locale. Come è stata questa esperienza?

“A registrare e mixare, oltre che cantare sul “Riflessi”, c’è Luca Mazzenga, fonico, musicista e amico che ha messo a disposizione il Pratarone Studio (Cave, RM), un luogo magico che ha reso la realizzazione di questo album un’esperienza di rara intensità.”

Con chi ti piacerebbe collaborare in futuro?

Qualche giorno fa ero a Pistoia e ho sentito il concerto di Fulminacci, un giovane cantautore romano che stimo molto. Abbiamo fatto due chiacchiere e chissà, un giorno magari ci faremo anche una suonata insieme.  “

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

“Si va verso il terzo paesaggio!”

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DM-Staff

Appassionata di musica e di scrittura, assidua frequentatrice di concerti, collaboro con testate giornalistiche online locali
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