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Intervista a Jaboni, l’ispirazione e quel non prendersi troppo sul serio

Endless Time” (Gil Produzioni), brano che arriva dopo “Love comes back to me”, è il secondo singolo del cantautore JABONI in radio e in digitale dal 3 dicembre.

È un viaggio, che non si esaurisce in una vita, ma ne varca i confini, un viaggio che può portarci molto lontano, verso nuovi mondi, dai quali la Terra si rivela piccola e il tempo sembra perdere la sua dimensione e diventare infinito.

Conosciamo meglio Jaboni!

Come nasce l’ispirazione per la tua musica e quanto c’è di autobiografico?
L’ispirazione per una nuova canzone è quasi sempre improvvisa, può arrivare in qualsiasi momento, in viaggio, mentre passeggio, mentre cucino… è un pò dipende da quello che mi circonda, dalla musica che ascolto, dalle emozioni che provo.. l’importante è essere pronti a congelarla immediatamente, a registrarla al volo, perché, così come arriva, in un attimo va via. E per quanto cerco poi di trovare e scrivere un messaggio nel quale ognuno possa trovare la propria verità, comunque quello che scrivo prende sempre ispirazione dalla mia vita.

Che messaggio vorresti mandare a chi ti ascolta?
Ogni brano che scrivo, nonostante racconti ogni volta una storia diversa, ha in sè più o meno lo stesso messaggio, quello di cercare di non prendersi troppo sul serio, di lasciarsi andare e provare almeno per un momento a non farsi travolgere dai mille problemi ma regalarsi più momenti di leggerezza.

Qual è la caratteristica che non può mancare in un tuo pezzo e che anzi lo rende riconoscibile?
Nei miei pezzi puoi ascoltare sonorità che si allontanano un pò dalla musica nazionale che siamo abituati a sentire oggi nelle radio. Le mie canzoni sono maggiormente influenzate dal pop elettronico internazionale, di stampo anglosassone o nord-europeo.. sicuramente non può mancare l’utilizzo dei synth, che a volte rimandano ad atmosfere da colonna sonora, a volte vedono con nostalgia le influenze dei club di qualche decennio fa.

Quale artista del panorama nazionale o internazionale pensi che ti abbia maggiormente influenzato e con chi sogni di collaborare?
Non riuscirei a darti un solo nome… nel corso degli anni sono stato influenzato da una marea di artisti, con molti dei quali sognerei di collaborare. Sicuramente la musica dream pop degli M83, il cantautorato elettronico di James Blake,  le atmosfere da clubbing dei Royksopp.

Quali brani non possono mancare nella tua playlist?
Stay degli Hurts, Utopia di Lykke Li, Re Arrange di Biffy Clyro, Gods and Monsters Lana del Rey, Outro degli M83… potrei andare avanti in eterno!

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
I brani pubblicati finora fanno parte di un progetto più ampio che ne comprende altri, sempre in lingua inglese e dalle stesse sonorità, che vorrei far uscire nei primi mesi del 2022, uno alla volta come singoli, così da potermi concentrare bene su ognuno di loro. E ovviamente tra i progetti c’è la speranza di avere sempre più occasioni per esibirmi dal vivo e portare realmente la mia musica live tra la gente.

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Francesca

Appassionata di musica e di scrittura, assidua frequentatrice di concerti, collaboro con testate giornalistiche online locali

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