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Disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali La teoria dell’universo, il di . Si tratta di un nato a gennaio 2020, pensato da Giallo per l’uscita del suo primo EP (ancora progetto ipotetico al tempo). “La teoria dell’Universo” è una dedica alla . Nasce da una poesia scritta al pianoforte di notte, che fa da intro al brano. Nuda, è poi stata vestita da Federico Sapia. Un abito su misura. Colletti orchestrali e gemelli che sono bischeri di violini. “La teoria dell’Universo” è un brano che esplode verso l’alto, per poi ritornare di colpo dentro la stanza di Dorchester House a Notting Hill.

Giallo

Chi è Giallo e cosa contraddistingue la sua musica?

Ciao, io sono Giallo, che è il nome d’arte di Samuele. Non è un nome che si discosta da me. Non è una figura artistica differente. Sono io che canto quel che mi passa per la testa, per il petto, o per qualsiasi altra isola nascosta. La semplicità contraddistingue la mia musica direi. Prima di tutto perché per ora so fare quel che c’è di semplice (musicalmente parlando). Secondo, perché le mie canzoni parlano delle cose di tutti i giorni. Che io penso, e che come me potrebbero pensare altre persone. Voglio bene alla musica quanto ai testi. 

Raccontaci “La teoria dell’Universo” secondo Giallo.

“La teoria dell’Universo” è un’esplosione. È successo tutto nella mia camera di Dorchester House a Notting Hill. Che era come una scatola di quelle che si aprono di colpo, con uno scoppio di coriandoli. I coriandoli erano i miei pensieri che fremevano. Come cavalli selvaggi a cui Piccolo Fiume apre il recinto per la libertà. Il recinto era il tetto. Quanto sono belli i tetti. Ti fanno capire quanto spazio c’è sopra la nostra testa. Piccolo Fiume era il pianoforte. Che ha divelto il tetto, e fatto esplodere tutti i pensieri nel cielo. Ecco, questa è la teoria dell’Universo.

Quali sono le domande che vagano per la testa di Giallo quando è solo in una stanza?

Bella domanda. Per saperlo dovrete ascoltare tutte le mie canzoni che usciranno nei prossimi progetti. Perché quando ho una domanda, se è abbastanza importante rispondo spesso con la musica. Ultimamente penso ai blocchi di cemento. Che sono le case. Anche loro cavalli. Ma questi sono cavalli da corsa. Quelli che ci sono all’ippodromo di Malta. O a quello di Cheltenham. Cavalli sui quali la gente punta tutto. Cavalli per i quali la gente vince il mondo o perde la libertà. Questo è un esempio di una domanda che passa per la mia mente. A Bologna ho visto tanti blocchi di cemento.

Ti sei avvicinato a molti strumenti musicali ma in qualche modo non ti sei affezionato a nessuno. Come mai?

Non è vero. Mi sono avvicinato a molti strumenti musicali e non ne ho fatto nessuno mio. Questo vuol dire che non lo ho conosciuto abbastanza. Scappatelle, insomma, storie d’amore brevi ma intense. Però ci si affeziona alle storie d’amore, che durino ore, giorni, mesi, anni. Poi c’è quella che ti rimane più incisa nei ricordi, che non la lasci. La mia è il piano. Perché mi capisce come pochi altri strumenti. Però credo in un utopico poliamore nel mio futuro musicale. 

Come funziona il tuo processo creativo? Come porti avanti la lavorazione dei tuoi pezzi?

Sto cercando di capire il mio processo creativo con il tempo. Perché varia a periodi. La costante è la solitudine. Mi piace essere solo quando compongo l’essenza di un brano. Può essere anche solo una linea melodica, o qualche linea di testo. Ma quando sono da solo processo quello che voglio esprimere. Poi a quel punto posso portare la musica e le parole in giro con me. Un’altra cosa che influenza molto i miei scritti è il viaggio. Viaggiando molto, immagazzino ispirazione, per poi risputarla forte quando mi ritrovo nella mia stanza, nel mio studio.

Ci stiamo avvicinando all’uscita del tuo primo EP. Cosa dobbiamo aspettarci?

Usciranno altri due brani. Sono brani per me importanti, legati a persone che mi sono state vicine molti anni fa. Prima della mia fuggita a Londra nel 2017. È importante, ed è l’ora per me di far uscire questi pezzi ed andare avanti. Non vedo l’ora! Poi ci si può aspettare qualche live per l’estate. Che sia grande o piccolo, ho solo una voglia matta di suonare. 

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