Read Time:2 Minute, 1 Second

Bipolare” è una canzone che racconta il dualismo presente nel profondo di ognuno di noi dove si incontrano e si scontrano diverse sfaccettature della stessa personalità. Queste, a volte, trovano la loro sintesi in un equilibrio precario mentre, in altre, generano squarci nella nostra anima che si trasformano in opportunità per metterci in discussione.

La naturale propensione al palco di Daniele Rotondo è trasposta nel videoclip, girato alla Tenuta dell’Olmo (Roma) per la regia di Diego Coluzzi. Il protagonista è lo stesso artista nei panni di un cantastorie accompagnato dalla sua band. Suoni energici e chitarre anni 90 fanno da tappeto musicale a questo dissidio interiore che resta un punto di domanda al quale solo l’ascoltatore, alla fine, potrà rispondere in prima persona.

Conosciamolo meglio!

Come è nata la tua passione per la ?

“Da bambino, un pianoforte regalato e poi tanto studio. Anche aver avuto un fratello maggiore molto appassionato di musica ha contribuito di gran lunga alla mia formazione. Insomma non tutti i bambini a 10 anni ascoltano “Nevermind” 

– Da dove viene la tua ispirazione per il ”? Quale messaggio vuoi inviare a chi ti ascolta?

“L’ispirazione mi viene sempre da un qualcosa che ho vissuto o in prima persona o in prima persona da chi mi è molto vicino. ‘Bipolare’ cerca di affrontare questo tema di dualismo e delle contraddizioni che, credo, ognuno abbia dentro di sè”.

Come è stata l’esperienza di girare il e la collaborazione con il regista Diego Coluzzi?

“Amo girare Videoclip e lavorare con Diego. È lui che ha curato anche i miei videoclip passati e per questo lo ringrazio. È un grande artista nel suo campo e sono felicissimo di poter collaborare con lui.”

Con quale artista del panorama musicale nazionale o internazionale ti piacerebbe collaborare e da chi pensi di essere stato maggiormente influenzato nella tua musica?

“Bellissima domanda e ce ne sono tantissimi. Andrei con ordine J allora in mi piacerebbe molto collaborare con Manuel Agnelli degli Afterhours. Per quel riguarda le influenze, come detto prima, fin da bambino sono stato un grande divoratore di musica quindi indicarne uno mi risulta difficile. Sicuramente per il sound di ‘Bipolare’ mi sono ispirato molto al cantautorato statunitense un po’ alla Springsteen per intenderci. Ma poi nelle altre canzoni dell’album ci sono tanti altri suoni che derivano da tutto ciò che ascolto. Mi piace variare e sperimentare.”

Close