Efferre racconta l’EP Zero Zero Uno: “Raccoglie brani che avevo nel cassetto”

Efferre ci racconta nella nostra intervista il suo nuovo EP dal titolo Zero Zero Uno. L’atmosfera da club la fa da padrona, con beat elettronici che fanno da colonna sonora a testi che raccontano le dinamiche relazionali nei mesi complicati del lockdown, alternando versi riflessivi ad altri diretti e piccanti.

Ciao Antonio, come mai il titolo Zero Zero Uno? Questi 4 brani hanno un filo conduttore?

In realtà per mancanza di idee, questo EP è una raccolta di brani non erano stati pensati per finire insieme, non avevo idea di come sarebbero usciti. Mi sono ritrovato ad averli in mano nello stesso momento e ho pensato di farne un EP per chiudere questo primo capitolo di uscite.

Efferre racconta l'EP Zero Zero Uno: "Raccoglie brani che avevo nel cassetto"

Il mio funerale si differenzia dalle altre per l’arrangiamento più acustico, come mai questa scelta?

E’ nata in un pomeriggio che suonavo il piano, mi piaceva molto questo arpeggio e con facilità ci ho scritto sopra, a quel punto non sapevo cosa fare, era diversa dalla roba che stavo facendo ma non mi andava di buttarla e ho deciso di tenerla cosi. E’ un pezzo a cui tengo molto penso che diventerà un classico delle mia discografia.

Progetti per il futuro?

Ho tanti artisti con cui mi piacerebbe collaborare ma per il momento insieme agli altri artisti di CULTO ci stiamo concentrando sul nostro prossimo progetto, fare un mixtape tutto nostro, con le nostre sonorità il nostro stile. E’ una roba che mi stimola. Penso che al giorno d’oggi dove per l’80% si tende ad imitare altri avere una propria identità sia fondamentale.