Dario Naccari: il nuovo singolo Grosso Frenk – leggi la recensione

Dario Naccari fuori per la Mezzanotte Label con il singolo d’esordio GROSSO FRENK

Uno dei tanti bastardi, un figlio di nessuno.

Dario Naccari nato a Messina nel 1984 é un musicista, compositore ed interprete. Cantante ed autore dei testi per la band Demomode, con la quale pubblica due album, “Hai Paura” nel 2010 e “OU” nel 2014 registrato e prodotto per Dcave Records di Daniele Grasso (CT). In questa formazione milita per diversi anni ampliando rapporto ed esperienza di palco con la band e con altri musicisti. Dal 2016 entra a far parte di alcune compagnie teatrali dove sperimenta la musica a teatro (Famoso 2.0 giugno 2018). Dopo anni di lavoro nello spettacolo, intraprende la strada del cantautorato, pubblicando nel 2020 sotto lo pseudonimo di “Frenk” il brano “Comandante” prodotto da Pietro Alessandro Alosi (Il Pan del Diavolo) all’interno del progetto Unlock Downtown promosso dalla Downtown Studios di Pavia. Attualmente riappropriandosi del suo nome originale, Dario Naccari è impegnato nella realizzazione del proprio album, sotto la produzione artistica dello stesso Pietro Alessando Alosi. Grosso Frenk è una storia raccontata con una prospettiva che guarda gli avvenimenti svilupparsi dal basso verso l’alto. Il cane grosso diventa simbolo della strada che ogni individuo si trova a percorrere, talvolta anche in completa solitudine. La narrazione che si sviluppa ad una altezza di 50 cm dal terreno trova nel ritornello l’apertura che consente al personaggio di erigersi, e recuperare la fierezza che è dentro di se, cosciente di non avere nulla in meno degli altri.

La recensione 

Grosso Frenk è un brano particolarmente introspettivo, probabilmente una di quelle storie che molti di noi hanno vissuto, il sentirsi completamente soli, immersi nella solitudine più profonda e persi fin dalla nostra infanzia, sia per le compagnie di bulli che spesso ci circondavano, sia per uno stato d’essere in cui siamo sprofondati per inerzia. Le sonorità indie/folk accompagnano la voce e il testo dell’artista alla perfezione, ma sopratutto sono capaci di trasportarci quasi in un mondo parallelo, trasportandoci nel viaggio profondo delle nostre emozioni primordiali. Ci viene solo una frase in testa “ma che gli vuoi dire”, perchè in effetti che dobbiamo dire su un testo scritto così bene e con una grande produzione alle spalle? Un artista esordiente ma con un grande background alle spalle accompagnato da Alessandro Alosi in questo viaggio.

Voto: 9/10