October 25, 2021

Da venerdì 22 novembre è disponibile sulle piattaforme digitali e nei digital store “the Second” (Irma Records), il nuovo dei jazzincase, progetto smooth jazz composto da KikiOrsi alla voce, Luca Tomassoni al basso e contrabbasso e Claudio Trinoli alla batteria. Il disco è stato anticipato lo scorso 15 novembre dall’inedito “Beautiful like me (a paper doll)”.

 the Second” è, come suggerisce il nome, il secondo album dei jazzincase e include cinque inediti e sei in cui protagonista indiscussa è la bellezza, che viene presa, sviscerata e cantata attraverso un’analisi musicale ed emotiva politematica: l’album parla della bellezza di amare qualcun altro nel singolo “The game”, e di quella di amare se stessi in “Beautiful like me (a paper doll)”; la bellezza che inganna e poi consuma, come quella descritta nel Missis Hyde”; quella da scoprire ogni giorno e di cui non bisogna mai scordarsi, come raccontato in “C’est un chat! (probable)” e la bellezza di sentirsi avvolgere dall’abbraccio di un amore in “Cover me”.

L’album abbraccia le sue radici nello smooth jazz, una fusion di generi che vede protagonista in parte il jazz, il pop, la lounge, il drum’nd bass, il rithm’nd blues…

A “the Second” hanno collaborato grandi musicisti come Toti Panzanelli (chitarra), Alessandro Deledda (piano e tastiere e arrangiamenti), Luca Scorziello (percussioni), Eric Daniel (sax), Massimo Guerra (tromba), Emanuele Giunti (piano), Giovanni Sannipoli (sax), Peter de Girolamo (piano, tastiere e arrangiamenti) e in ultimo, ma non ultimo, il grande produttore Nerio Papik Poggi.

Questa la tracklist di “the Second”: “The game”, “Beautiful like me (a paper doll)”, “Cover me”, “Missis Hyde”, “C’est un chat! (probable)”, “Cocaine”, “Every breath you take”, “Mr. Gorgeous (and Miss Curvaceous)”, “Sing it back”, “Slave to the rhythm”, “Sweet dreams”.

Conosciamo meglio la band!

Come nasce l’idea del vostro album “the Second”?

The Second vuole essere il procedere, il cambiamento del progetto jazzincase. “Il secondo” vuole mettere un’apostrofo virtuale su un cambio di rotta non solo musicale ma anche sulle intenzioni dei testi. Mentre il primo “Bonbon City” uscito nel 2018 portava con se la parte frizzante del jazz di un tempo, lo swing sempre pieno di allegria ed un primo tentativo seppur timido per numero di brani , di riarrangiamento di grandi brani della scena musicale internazionale quale “black to black” di Amy Winehouse dove si evince nel totale la ricerca dei suoni personalizzati da sommare agli arrangiamenti, in “the Second” aumenta il numero degli editi famosi e scelti soprattutto attingendo dagli anni ’70 e ’80 ma porta una scrittura più volta verso il sociale oltre che all’amore nelle sue varie forme di gioia e dolore. E alla bellezza che viene prodotta in diverse forme, in tutti e cinque gli inediti contenuti

Quale messaggio volete comunicare con la vostra musica?

Noi intendiamo questa risposta rivolta non solo alla nostra musica ma al progetto stesso. La nostra base di partenza è lo smooth jazz che è porta ad un utilizzo di vari generi musicali senza preclusioni sommata ad una inevitabile ed indissolubile zampata jazz. Di per se è proprio lo smooth jazz il grande comunicatore attraverso l’anima di ogni brano, l’intenzione che si ritrova e talvolta la sorpresa. Ecco, la sorpresa è l’elemento più cercato e voluto perché riporta ad una chiave o più chiavi di interpretazione della musica per poter rappresentare/ recitare al meglio gli inediti. E’ il caso evidente di “Missis Hyde” volutamente in lingua francese per declinarlo in una sfera un po’ bohemienne, di sottile decadenza ed allo stesso tempo di intrigante femminilità dove una risata fragorosa all’inizio ed alla fine del brano fa capire come le sostanze stupefacenti rappresentate dalla figlia del famoso Mister Hyde siano tutto quello che dobbiamo allontanare nella per non farci ridere in faccia nel momento nel quale si impossesseranno di noi per poi andarsene alla ricerca di un’altra preda da soggiogare.

C’è un brano a cui siete maggiormente legati?

Risposta difficile in quanto tutti bambini scelti di questo album. Ognuno di noi direbbe la propria…

Con quale artista del panorama musicale nazionale o internazionale vi piacerebbe collaborare?

Anche qui, per poter rispondere abbiamo dovuto fare un simposio e miriamo in alto ( dal momento che i sogni son desideri….): Quincy Jones, Jamiro Quai, Annie Lennox, Lady Gaga, Pharrel Williams, Bruno Mars, Michael Buble, Woody Allen, Fabio Concato. Nel nostro album “the Second” già ci sono grandi musicisti collaboratori italiani dei quali siamo onorati: Toti Panzanelli alla chitarra, Luca Scorziello alle percussioni, Alessandro Deledda al piano, Peter de Girolamo alle tastiere, Eric Daniel al sax, Massimo Guerra alla tromba…tutti fantastici!

Come riuscite a mixare e a trovare il giusto equilibrio tra i diversi generi musicali che abbracciate dal jazz, il pop, la lounge, il drum’nd bass, il rithm’nd blues?

Adottando lo smooth jazz, l’unica fusion che consente di poter, pur mantenendo un giusto e stretto rapporto con il jazz, di poter spaziare in tutto il resto con armonia

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Tanti ma tanti. Una tournèe “speciale” (top secret) nelle principali città d’Europa, un prima dell’estate e la preparazione di un album per il futuro prossimo e…il sogno americano nel cassetto, chissa’!

Breve biografia

 Nato nel 2016 dall’idea di un trio di musicisti, jazzincase è un gruppo che affonda le radici nello smooth jazz e che ne sperimenta continuamente la versatilità strumentale e comunicativa attraverso non solo inediti, ma anche cover di brani noti nel panorama musicale. Con KikiOrsi alla voce, Luca Tomassoni al basso e contrabbasso e Claudio Trinoli alla batteria, dopo più di un anno dall’uscita dell’album “Bonbon City” (Irma Records), i jazzincase pubblicheranno il loro secondo album, “the Second” (Irma Records), il prossimo 22 novembre.

TRACK BY TRACK DELLE TRACCE INEDITE

THE GAME

Il racconto di un amore, del sogno che c’è sempre all’inizio di una storia, il gioco.

Chiamarsi stranieri dandosi del Voi, dirsi quanto ci siamo aspettati nella vita e poi finalmente conosciuti, raccontarsi del passato felici del presente, in una casa inaspettata appendere un quadro che rappresenta il futuro e scrivere una canzone. E poi ballare senza musica, improvvisando la vita e riconoscere che ogni mattina che comincia insieme al nuovo ritrovato amore è qualcosa di speciale. Che quando appoggi la tua testa sulla sua sei ritornato ancora una volta… felice.

BEAUTIFUL LIKE ME (A PAPER DOLL)

Troppe ragazze della carta patinata ad esempio di perfezione per quelle cosidette comuni.

E’ lei che parla, che si racconta nella sua vita di lusso, di shooting fotografici, kermesse, parties, di riconoscimenti apparenti, effimeri, estetici ed economici . Ma è lei stessa che racconta della sua solitudine tradotta in prigione, di quanto sia consapevole che la vita reale non sia quella, di quanto tutto la costringa ad essere solo una bella immagine che non deve esprimere pensieri perché tanto non verrebbero ascoltati. Alla fine è lei che non puo’ piangere e neanche ridere. Lei puo’ bruciare fino a diventare cenere e nel mentre per la prima volta urlare alla ragazzina che non c’è più o a quella che si sta ammalando di anoressia ,che la libertà di essere come siamo e di scegliere la libertà, è la vera bellezza. Dedicata a Julie… che non ce l’ha fatta.

COVER ME

Quando una notte all’improvviso arriva un sms da un numero sconosciuto che cita: “vorrei essere il tuo lenzuolo per poterti avvolgere stanotte, amore mio”. Anche se sai che non è indirizzato a te ma anzi, proprio in quel momento storico hai mandato via dalla tua vita una persona…..beh sono quei momenti che, nonostante il sonno, ti obbligano ad alzarti, a metterti alla tastiera del computer e scrivere una canzone . Riconoscere nell’atto di ricoprire la bellezza della protezione, delle carezze, del significato biblico dell’oro e dell’argento, della bellezza che passa attraverso un semplice messaggio inaspettato anche ciò che si frappone alla vita reale, dove il sentimento reale è rappresentato dalla moglie di Lot che chiede al suo amore di non voltarsi mai per non diventare una statua di sale.

MISSIS HYDE

Impunita, coercitrice, ammalia infondendo il desiderio di serenità. Promette con voce suadente, di portarti la dove scompare ogni avversità, ogni dolore, ogni preoccupazione, ogni mancanza. Eh si, sarà divertente, appagante, pieno di luci e forza personale, ti consentirà di assaggiare il potere, farà di tutto per manipolarti fino alla certezza di sapere che sei nelle sue mani e poi, ridendo di piacere, nel riconoscere di voler bene solo a se stessa, ti lascerà accasciato a terra, con gli occhi vuoti e senza anima riprendendo il passo alla ricerca di una nuova vittima. Missis Hyde è la droga, una canzone per non guardarla mai in faccia e salvaguardare la propria vita, non permettendole di avvicinarsi. ( cantata in lingua francese per dare forza all’interpretazione)

  C’EST UN CHAT! (PROBABLE)

No! Non è possibile! Scateno le tempeste ed è probabile che se passo dentro al vento mi posso spettinare e di ripettinarmi non mi va!

Comincia così un testo che racconta con una fotografia delle incoerenze apparenti delle donne di quanto la vita di ognuna sia arruffata tra doveri, lavoro, famiglia, affetti vari e moltissime cose a cui pensare. Talvolta ci perdiamo nel dolore di un amore finito, ci rifugiamo con le stesse domande reiterate tra le braccia di un’amica, non ce ne fanno una ragione poi ci chiudiamo in un mutismo insospettabile per un essere umano di genere femminile ma… l’inconfondibile sopravvivenza ritorna come una forza improvvisa e così ci rialziamo, vestiamo, pettiniamo, trucchiamo anche se sappiamo che in quel momento chi ci sta guardando non è l’amore perso… ma un gatto! ( ancora una volta in francese per  dare forza all’ironia della canzone)

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