Irene Brigitte

Come nasce un brano di Irene Brigitte? l’intervista

Da pochissimo è uscito il lyric video (ad opera di Catarina Santos) di Ricette per il mal di tempo, il nuovo singolo di Irene Brigitte.

Per questa canzone, la cantautrice di Trieste (ma portoghese d’adozione) Irene Brigitte (voce, ukulele e synth) ha invitato José Carvalho (oboe barocco) e Xurxo Varela (viola da gamba) a portare una sonorità più tipica della musica antica, attività parallela della cantautrice triestina.

Il brano è stato registrato a Porto, città dal meteo estremamente instabile, da João Figueiredo (Senhor Engenheiro Recordings).

Un’istantanea che in qualche modo racconta anche il periodo passato in Portogallo, dove Irene ha avuto modo di collaborare con artisti di grande generosità.

Ecco cosa ci ha raccontato Irene Brigitte nell’intervista

Quali sono gli elementi musicali che rendono inconfondibile un tuo brano? 

La sonorità antica dell’oboe barocco e della viola da gamba, e un testo che dà spazio alla fantasia di chi l’ascolta.

Ti avevamo lasciato con la pubblicazione del tuo precedente singolo dal titolo Prio, che cos’è successo nel frattempo?

Ho concluso un corso di songwriting con una delle mie muse, Becca Stevens. I suoi consigli, ma anche il confronto con le altre iscritte, ha portato molta più consapevolezza e apertura nella mia scrittura. La mia attitudine si è trasformata, e ho iniziato a dare più attenzione al processo che al risultato. Con scadenze, però! Le dead-line possono essere molto creative…

Di cosa parla Ricette per il mal di tempo e in che misura si tratta di un brano autobiografico? 

Parla degli sbalzi d’umore che a volte dominano i meteoropatici e della possibilità di comprenderli e conviverci meglio. Il fatto che io stessa subisca questa “influenza” e che abbia vissuto per due anni a Porto, città dal meteo estremamente instabile, già è un buon indicatore della componente autobiografica.

Come nasce un brano di Irene Brigitte? Come si arriva ad un brano finito?

Suonerà un po’ zen, ma devo ammettere che nascono sempre da un vuoto, da uno spazio che non cerco di riempire. Rispetto ad arrivare alla conclusione… credo che la registrazione rientri nella composizione, visto che si cambiano piccole cose fino all’ultimo. I cori del mio ultimo brano sono nati in studio ad esempio, come le armonie della viola da gamba. Quindi posso dire che per finire un brano per me è necessario avere quella decisione che ti fa investire tempo e denaro nella produzione, e da perfezionista questa è spesso la parte più difficile.

Hai già in mente le tue prossime uscite? 

Mi piacerebbe recuperare gli audio della colonna sonora che ho fatto per “La santa che dorme” (Festival di Cannes, 2016) e pubblicare un ep con quelle musiche.

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