Carboidrati con “Senza Meta” punta ad essere l’artigiano nella musica d’autore

“Senza meta” brano di Carboidrati uscito lo scorso giugno, vuole essere una sequenza d’immagini confidenziali rivolte a Rino Gaetano in una sorta di dialogo/monologo, un sincero tributo al genio calabrese, dove grazie alla sua bellezza e perfezione dimostra tutt’oggi che una direzione esiste e che bisogna vedere la vita non solo in modo orizzontale, ma anche da altre prospettive.

“Senza meta” è il tuo nuovo singolo, che unisce il cantautorato nostrano ad un genere più vicino all’Indie, c’è un punto d’incontro tra questi due mondi?

Ho sempre pensato che l’indie sia più una “condizione” legata agli artisti indipendenti che non un genere musicale. Per questo penso proprio di sì, ci può essere un cantautorato indie come anche musica classica indie

Un omaggio a Rino Gaetano, con tanto di citazione all’interno del testo, è un caso che tu abbia scelto proprio lui?

La frase riferita a Rino è uscita dal cuore, di getto. Al caso però non credo, quindi diciamo una pseudo-casualità

Carboidrati_Ph3

“Senza Meta” è un brano ricco di significato, come nasce?

Il brano nasce da un’idea spontanea sul quale poi sono ritornato per completarla. Ho iniziato a comporre il riff della chitarra, l’amico mio Sgrello ha cominciato a mettere su una batteria e piano piano sono uscite fuori le parole.

La tua musica nasce da un box auto, come influiscono queste location sulla scrittura dei brani?

Questa canzone in particolare si, è nata in un box a Roma. Questo non vuol dire che tutta la mia musica parta da lì, o da luoghi precisi, ma in questo caso la location penso abbia influenzato molto.

 Il panorama nazionale ha sempre più artisti che si contestualizzano nel rap e nella trap, la tua musica può avere dei punti d’incontro con questi mondi?

Non bado molto ai generi ed anche se ho delle preferenze cerco di vedere il buono in ogni artista. Detto questo, se un progetto è figo e mi rappresenta perché no, o trap, o rap poco importa.

Negli ultimi anni hai prodotto e pubblicato molti singoli, ci possiamo aspettare a breve un tuo nuovo disco?
La mia idea è proprio quella di un bel disco! Bisogna però, che ci sia una bella congiunzione astrale affinché si realizzi un album e questa situazione pandemica ha ostacolato molto. Ciò non toglie che abbia già scritto un bel po’ di roba per il disco. 

La musica dal vivo è in ripresa, quanto conta per il tuo progetto quest’area?  

Io nasco principalmente dai concerti, è da quando ho 14 anni che li faccio. Adesso però, la triste verità è che tutti gli artisti che cavalcano le piazze come me stanno vivendo una situazione tremenda; Siamo ancora chiusi! Hanno aperto solo in parte.

Comunque dal 19 al 25 luglio sarò al festival “Je so pazz” a Grottaferrata.

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