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“BELLA CIAO”: LA CANZONE SIMBOLO DELLA RESISTENZA RIVISITATA DA ALFONSO OLIVER E SUA MOGLIE LIDIA IGNATENKO

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“ Bella ciao”, un vero e proprio emblema del nostro passato e il cui eco ancora si fa sentire nei ricordi e nei racconti della seconda guerra mondiale.

Un canto popolare che riporta tutti i valori dell’Italia partigiana e che oggi viene proposta da Alfonso Oliver e da sua moglie Lidia Ignatenko in italiano e in ucraino. È indiscutibile infatti la passione di Alfonso per l’Ucraina dove non solo ha trovato l’amore della sua vita, ma dove è anche stato accolto da un pubblico da sempre innamorato della musica italiana e della sua storia.

Alfonso Oliver ha dapprima incantato la gente del posto con le sue canzoni, con una cura particolare per la melodia italiana tradizionale e per tutti quei brani che hanno fatto la storia della musica del suo paese, brani con cui gli stessi ucraini sono cresciuti, si sono innamorati e appassionati. Dopo aver fatto conoscere al pubblico ucraino alcune perle della musica italiana, il cantautore emiliano si è accorto di come fosse possibile unire due paesi accomunati dall’amore per la musica: Alfonso non ha fatto altro che unire a tutto questo, anche l’amore che lo circonda, ovvero sua moglie, coinvolgendola in tutti i suoi progetti musicali, come quest’ultima inedita versione di “Bella Ciao”, in cui Lidia fa il suo debutto come cantante. Una canzone che noi tutti conosciamo con questo titolo ma che, in realtà, deve la sua origine ad un’incisione del 1919 della canzone “Koilen” di Mishka Ziganoff, guarda caso ebreo-ucraino di Odessa. La musica di tale incisione è una commistione del folklore delle campagne ucraine e yiddish, di cui esistono almeno altre due registrazioni provenienti dagli Stati Uniti: una del 1921 di Abraham Moskowitz e una del 1922 di Morris Goldstein. Fu Yves Montand, al secolo Ivo Livi, a portarla al successo nella versione italiana: la registrò nel 1964, contribuendo a darne diffusione internazionale, facendola diventare poi quella che viene considerato oggi un inno partigiano. (https://www.pensalibero.it/lorigine-ucraina-di-bella-ciao).

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Alfonso ha quindi ridato voce e onore alla versione originale del brano, riuscendo ad unire due nazioni: l’Italia e l’Ucraina. Un cantautore che ama il suo paese e che riporta tale amore nelle sue canzoni e nel farle conoscere al resto del mondo. Grande è stata infatti l’ammirazione da parte degli ascoltatori quando Alfonso ha pubblicato la versione acustica di “Bella Ciao” sui social, attirando l’attenzione sia dall’Italia che dall’estero, ed ecco allora la decisione da parte dell’artista di inciderla in una versione totalmente rivisitata, rendendola più fresca e più adatta alla generazione di oggi.

L’arrangiamento è molto moderno e, come è proprio nello stile di Oliver, il sound elettronico si combina con la musica classica, creando emozioni tattili. Nel testo, invece, sentiamo “mi sono alzato” anzichè “mi sono svegliato” e poi invece di “del partigiano” si canta “da partigiano”. Una versione dunque nuova e più vicina la presente, cosa che si potrà vedere anche dal video di questo nuovo brano di Alfonso e di Lidia. Un videoclip dove non sono le immagini a parlare ma la metafora nella sua purezza e nella sua immediatezza, e dove la storia dei partigiani diventa la storia di un orrore invisibile ma ben più persecutorio, quasi come un virus capace di dominare l’uomo per mezzo della sua paura. Ecco che allora la fuga può essere interpretata come un tentativo di evasione dai pregiudizi ma anche da noi stessi…

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Sonia BellinIMG-8693

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