October 26, 2021
Read Time:9 Minute, 8 Second

Allieva e pupilla di Roberto Murolo, cantautrice e musicista di rango, Angelica Sepeha tenuto concerti a New York, Washington, Montreal, Toronto, Cuba, San Paolo, Buonosaires, Tokio, Osaka, Hiroshima, Taiwan, Cipro, Bruxelles, , Varsavia, Stoccolma, Casablanca,Tel Aviv, Gerusalemme, Damasco, Aleppo, Madrid, Lisbona, Parigi, Londra, Zurigo, Monaco, Dublino, Brasilia, Pretoria contribuendo a diffondere internazionalmente, anche attraverso la rete degli Istituti di Cultura Italiani, il patrimonio artistico del proprio paese.

Un linguaggio senza tempo e senza confini quello di Angelica Sepe che  porta nella sua voce i segni inconfondibili di una tradizione capace di rinnovarsi e di incrociarsi con le diverse ispirazioni e contaminazioni che arrivano dagli innumerevoli viaggi pur conservando nelle diversità i segni della sua terra, i suoi profumi, colori e suoni.
Il linguaggio universale di Angelica è la sua musica, una musica che annulla le distanze, tradizionale ed innovativa, antica e rivisitata, culturale ma alla portata di tutti. Antiche melodie intrecciano suoni mediterranei, la lingua tradizionale si fonde con suoni moderni. Tutto, nella musica di Angelica, si mescola con equilibrio creando una sorta di “esperanto” che, declinato in musica, permette a chiunque di comprenderne il significato.

Sei stata definita “ambasciatrice della popolare nel mondo” o “l’ della pace”. Ti rispecchi in questa definizione?

L’arte è stato il primo linguaggio dell’uomo, un linguaggio universale idioma di pace tra la gente: dare voce all’arte di tutto il mondo contro la guerra. la cultura della vita nel rispetto delle diversità.   Il mio impegno sociale inizia nel 1999, con il brano “ma si tu staje cu’ mme”” da me scritto, con contaminazioni arabe, che diventa il leit motiv di una campagna sociale atta a sensibilizzare l’ opinione pubblica alla “cultura dell’ accoglienza”. l’associazione “la magica conchiglia” di Salerno, sostiene questo con manifestazioni e progetti sull’affidamento familiare. E’ il primo passo di quello che diventerà il mio maggiore impegno, infatti tra il 2007 e il 2010 la mia voce arriverà a Beirut a Nakura e a Gerusalemme, Tel Aviv con i contingenti di pace delle nazioni unite, in Kossovo con il ministro Martino, in Irak. In occasione del 25° anniversario del pontificato di Papa Giovanni Paolo II sono poi stata  invitata a proporre una mia personale ed intensa interpretazione della Ave Maria” di Gounot, un’accorata invocazione rivolta alla madre di Gesù, a nome di tutti gli “ del mondo”, affinché sia lei ad accendere, da “quei luoghi” e proprio in questa “speciale ricorrenza”, una scintilla di speranza per la pace. La tournee e’ stata organizzata dal ministero affari esteri in trenta paesi del mondo. Nel maggio 2007 sono poi stata protagonista con il mio recital Nnapul’è canto amore e buonumore” al teatro Ghione a organizzato dalla fondazione Foedus presieduta dall’onorevole Mario Baccini (sottosegretario degli affari esteri) per la raccolta di fondi da destinare all’ospedale “Nostra Signora del Buon Consiglio” di Tirana, voluto da Madre Teresa di Calcutta. In anteprima assoluta durante la serata la c’e’ stata la presentazione del brano “le porte della verità”, accompagnato da un inedito, interamente dedicato alla piccola-grande suora albanese “Madre Teresa”. Nel 2007 poi ho scritto  “un uomo semplice” canzone dedicata a “Padre Pio” che mi ha permesso di  diventare insieme a Claudia Koll testimonial degli araldi di Padre Pio.  Nel 2014 sono stata ancora impegnata in un nuovo progetto sociale con i refugees per  un progetto a favore dei rifugiati politici in collaborazione con il “centro enea” di roma il più grande in europa, con il brano “lacrime al sole” da me scritto.  “Le lacrime sono come impronte digitali.  I grandi viaggiatori dicono spesso che ovunque sulla terra si ride e si piange per le stesse cose fondamentali a dispetto della cultura e dell’etnos. Ognuno di noi è geloso del suo pianto.”

Come nasce la tua carriera artistica? Quanto è contato essere allieva e collaborare con Roberto Murolo?

Dalla mia prima esibizione, all’età di 8 anni ho capito che sarebbe stato il mio mestiere. Grazie alla vita e alle opere di Roberto Murolo, la scuola della canzone napoletana è certa di avere un punto preciso di riferimento per tutti. Oggi sono una donna di 56 annie grazie proprio a quell’incontro ho avuto la fortuna di girare tutto il mondo con la mia chitarra, con lo spettacolo “da Napoli…voce in viaggio…” Rivisitato e corretto dal grande maestro Roberto Murolo e mai cambiato… Credetemi non c’è giorno che io non pensi al “maestro”… Ascolto la sua musica…e mi tuffo nel mio passato, nei  miei e mi sento felice …perchè la sua musica è dolcezza, riflessione e amore… La canzone napoletana, le cui origini  sono insieme popolari e colte,  è senza dubbio la musica italiana  più conosciuta nel mondo e più di ogni altra cosa è rivelatrice della specificità del “popolo” partenopeo, con le sue contraddizioni, le sue ansie, le sue speranze, i suoi sentimenti, le sue passioni, la sua filosofia. Legata a Murolo a filo doppio sento il bisogno di farlo rivivere sempre… Di non farlo dimenticare mai…Così dopo un incontro con Enzo Gragnaiello, uomo del sud, da sempre sostenitore della cultura e della tradizione musicale partenopea mi si è aperta una finestra. Enzo ha avuto al possibilità di vivere gli ultimi istanti della vita di roberto…nel suo racconto c’è tanto affetto …” Enzo…diceva roberto con un fil di voce, cantame na canzone con la chitarra… Enzo, spezza la voce e non nasconde una lacrima…  Dopo un po’ dalla scomparsa, enzo vivo di quel ricordo, ha scritto una canzone ritratto al grande Roberto Murolo dal titolo “cantava”. È impressionante come abbia potuto far rivivere in una “canzone” tutto del grande Murolo…i suoi insegnamenti, l’amore per la sua terra, la sua voce che sapeva di mare… Ringrazio Enzo che ha pensato a me … Dicendomi: ” tu sei degna di questo brano che ricorda Murolo”. Io sono onoratissima di questo privilegio e farò di tutto affinché questa canzone accompagnata da un video clip girato a napoli, dalla regia emozionante di Dario Baldi, siano divulgati in tutti gli spazi televisivi e radiofonici sia in italia che all’estero attraverso la rete delle nostre ambasciate italiane nel mondo… Grazie maestro murolo sei il nostro orgoglio!!!

 Da dove nasce la tua ispirazione musicale fatta di contaminazione, tradizione ed innovazione?

Decisamente dalla natura! Il mio canto è tutta anima pura come il mare il vento o un albero in primavera: la mia voce, autorevole specchio del mio universo profondo, che chiede solamente di essere liberata…. C’è un grido, un richiamo profondo all’interno del mio cuore che vuole essere ascoltato.  ogni parola che pronunciamo porta con sé il tono del nostro suono come uno strumento di comunicazione e guarigione… La voce è unica come la nostra impronta digitale.  è superiore a tutti gli altri strumenti perché ha l’impronta dell’anima, del cuore, della coscienza e perché riflette la sonorità spirituale della persona che dà suono. La musica ha un grande potere: ti riporta indietro nel momento stesso in cui ti porta avanti, così che provi, contemporaneamente, nostalgia e speranza. Certamente l’Italia è il paese più colto del mondo e sempre sarà vivaio di grandi cantanti e . L’italia è un’anima … che accoglie e mai respinge… allieva e pupilla di Roberto Murolo, cantautrice e musicista di rango, ho tenuto concerti a New York, Washington, Montreal, Toronto, Cuba, San Paolo, Buonos Aires, Tokio, Osaka, Hiroshima, Taiwan, Cipro, Bruxelles, Liegi, Varsavia, Stoccolma, Casablanca,  Tel Aviv, Gerusalemme, Damasco, Aleppo, Madrid, Lisbona, Parigi, Londra, Zurigo, Monaco, Dublino, Brasilia, Pretoria, contribuendo a diffondere internazionalmente, anche attraverso la rete degli istituti di cultura italiani, il patrimonio artistico del proprio paese. Sono nata e cresciuta in una famiglia molto all’avanguardia. Sin dai primi anni di vita ho sempre ascoltato musica jazz grazie a mio padre che è sempre stato amante della bella musica. Ho tanti ricordi legati alla musica ma non basterebbero pagine per raccontare tutto!

Quali sono gli artisti che prediligi del panorama nazionale ed internazionale e con chi piacerebbe lavorare?

Questa è una domanda molto difficile perché nel panorama internazioanle ammiro molti artisti. Se fosse ancora in vita Ella Fitzgerald sarebbe stato un onore anche solo conoscerla. Michael Bolton è un artista che mi fa sognare. Ho conosciuto anche tanti artisti come Gilberto Gil, Caetano Veloso, Natalie Imbruglia e tanti altri. Nel panorama nazionale ammiro molto Enzo Gragnagniello per il suo modo di raccontare napoli. Ti fa scorrere nelle vene emozioni pure.

Come stai affrontando questa sfida televisiva di “All together now”?

Sono un giudice sensibile e severo. In studio c’è un muro alto otto metri composto da sei file di postazioni: sono 100 in tutto. I concorrenti sono dei cantanti che si esibiscono davanti al muro eseguendo un brano famoso. Se i giudici apprezzano l’esibizione, si alzano in piedi e cantano con il concorrente. Lo scopo è farli alzare tutti e 100, ma sarà difficile […]”. Come ha detto  j-ax e’ diverso l’ intento che sta dietro questo format, lontano dai talent show: “è diverso dai programmi che ho fatto finora, che erano orientati allo scovare un talento e poi a incanalarlo verso un ipotetico futuro nel mondo della musica. All together now è un programma per famiglie, di intrattenimento, ed è un gioco a premi dove i cantanti si misurano con gli altri e possono vincere un prmeio di 50mila euro. Qui non c’è da garantire nessun futuro e questo ha cancellato tutte le ansie e le paranoie che ho avuto nelle mie altre esperienze. 

Con chi dello staff della trasmissione hai maggiormente legato?

 Ho un bel rapporto con tutti e devo dire che siamo dei giudici molto affiatati. Ognuno con la propria personalità, esperienza ed opinione ed è proprio grazie a questo che si puo’ definire un muro “umano”, un muro parlante. Michelle ha una marcia in più riesce a coinvolgere e a gestire ogni situazione in maniera impeccabile. Una grandissima professionista.

Ritieni che il Talent Show sia il modo giusto per iniziare la carriera musicale ed emergere?

Purtroppo, è l’unica cosa che rimane per i giovani in questo momento discografico. Si ostinano a promuovere giovani che possono arrivare al successo tramite un singolo tormentone per poi finire nel dimenticatoio. Non è colpa dei giovani se il mercato è questo, però è indubbio che le responsabilità sono di chi li gestisce e li illude, che poi sono gli stessi che hanno ridotto la musica a mero spettacolo televisivo, non ultimo ». La musica del resto ormai viaggia in rete e i “fenomeni streaming” di Rovazzi e Bello Figo lo certificano. Non c’è un solo cantante di quest’ultima generazione in grado di essere definito “bella voce”. I personaggi che possono animare lo scenario musicale scarseggiano quanto i soldi per sostenere qualche talento che magari in prospettiva potrebbe crescere, anche a livello internazionale. Ognuno mette alla prova il suo talento, consapevole che a volte chiusa una porta si può aprire apre un portone.

angelicasepe.com
IG: angelicasepe_artista

About Post Author

DM-Staff

Appassionata di musica e di scrittura, assidua frequentatrice di concerti, collaboro con testate giornalistiche online locali
Close