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Il del cantautore è uscito il 1 ottobre ed è un’allusione al romanzo epistolare “I Dolori del Giovane Werther”. Il testo ruota attorno al sentimento di abbandono che si prova quando una storia d’amore giunge al termine, mentre la si muove tra influenze pop e rock.

Alessio Benedetti è un cantautore indie italiano nato a Pietrasanta (LU) nel 1983. La sua musica è influenzata dal pop degli anni 80 e dai beat degli anni 90, che formano la sua cultura musicale.

Esordisce nel 2020 con il singolo auto prodotto “Visione Razionale”. Sempre nel 2020 pubblica “Fermiamoci Adesso” un scritto in piena pandemia, e nell’estate dello stesso anno “Summer Beat”. A distanza di pochi mesi ritorna sulla scena musicale presentando il brano “Vita Bestiale”. A inizio 2021 l’artista rilascia il brano “Visione Razionale (Remix)”, una revisione del primo singolo uscito nel 2020, che farà da apri pista al brano “Se Ci Sei Tu” che il cantautore dedica alla compagna.

Conosciamolo meglio!

Da dove nasce l’ispirazione per il tuo singolo “Goethe”? E quanto c’è di autobiografico?

“Nei miei testi traggo sempre ispirazione da esperienze personali, tuttavia Goethe da questo punto di vista rappresenta un’eccezione. Goethe è nata di getto dopo avere appreso la fine di una relazione di una coppia di amici; delle mie canzoni è sicuramente la meno autobiografica che abbia scritto fino a questo momento. In fondo però è facile riconoscersi nelle parole del testo di Goethe in quanto descrive quella sensazione di abbandono che si prova, e che ognuno di noi avrà provato almeno una volta nella vita, quando una storia d’amore giunge al termine.”

Quale messaggio vuoi mandare a chi ti ascolta?

“Bella domanda. Goethe se bene sia un’allusione al romanzo epistolare “I Dolori del Giovane Werther” è in realtà un invito a vivere con serenità anche una delusione d’amore. Non c’è niente di male a essere tristi, fa parte del nostro percorso di crescita. Citando una frase del testo di Goethe:

“Rido non ho più paura di stare bene con me”

“Viviamo in una società dove lo stare soli viene etichettato negativamente: rimanere da soli non deve essere vissuto come un senso di disagio, ma al contrario questa situazione può essere sfruttata a nostro vantaggio per capire noi stessi. Capire chi siamo, cosa vogliamo e quale strada vogliamo percorrere.

Quale artista del panorama musicale nazionale e internazionale pensi ti abbia influenzato maggiormente e con ti piacerebbe collaborare?

Un pomeriggio del 1995, lo ricordo come se fosse oggi, ascoltai per la prima volta “Buon Compleanno Elvis” e in quello stesso istante pensai dentro di me che niente sarebbe stato più come prima. Da allora Luciano Ligabue è entrato nella mia vita e non ne è più uscito. Oggi non sarei qui a parlare della mia musica se quel giorno Luciano Ligabue non mi avesse indirettamente introdotto nel mio percorso musicale. In realtà poi ascolto tanta musica e mi piacciono moltissimi artisti italiani (Tiziano Ferro, Ermal Meta, Marco Mengoni, Ultimo, Emma, etc.) Ma se mi chiedi, con chi mi piacerebbe collaborare nella scrittura di una canzone ti rispondo a occhi chiusi Luciano Ligabue”.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

“Nonostante Goethe sia uscito da pochi giorni sto già lavorando a nuove produzioni. Ho tante idee in mente e nuovi progetti da realizzare.”

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