COPERTINA EP VOL

Il design della canzone secondo Anastasia Anniemore24

In un panorama discografico spesso accusato di eccessiva omologazione, l’esordio di Anastasia Anniemore24 con il primo volume di “Un bacio di fortuna” si presenta come una sfida intellettuale e sonora. Non siamo di fronte a una semplice raccolta di canzoni, ma a un’opera di ingegneria emotiva che poggia su una base concettuale solidissima: trenta brani per trenta voci diverse. In questo primo capitolo, l’autrice di origini bielorusse ci introduce a un mondo dove il pop non è solo intrattenimento, ma un veicolo per esplorazioni psicologiche profonde.

La forza del progetto risiede nella capacità di Anastasia di mantenere una firma autoriale granitica pur delegando l’interpretazione a terzi. Prendiamo Tu provieni da Marte, cantata da Sakuna: il brano non è solo un esercizio di stile nu disco, ma una riflessione sulla distanza siderale tra gli individui. L’architettura sonora, curata in studi d’eccellenza come quelli di Fabio Vaccaro e Giovanni Ferranti, alterna sapientemente strati di sintetizzatori a momenti di vuoto pneumatico, creando un dinamismo che tiene l’ascoltatore incollato alla traccia.

L’autrice dimostra una padronanza rara nel calibrare il peso delle parole. Ogni termine è scelto con la precisione di un chirurgo, frutto probabilmente della sua formazione giornalistica. Se Sognare la luce rappresenta il vertice della sua ricerca armonica — un brano che sembra fluttuare in un’atmosfera onirica — è con Samarra che il progetto svela la sua ambizione letteraria. Qui, la musica si fa teatro, rileggendo un antico mito sulla fatalità del destino attraverso un arrangiamento elettronico contemporaneo. Anastasia non scrive canzoni per il consumo rapido; progetta spazi sonori in cui l’ascoltatore è invitato ad abitare, riflettere e, infine, ritrovarsi. Un volume uno che pone le basi per un’opera omnia destinata a lasciare un segno nel pop indipendente.