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Struttura Pop, Attitudine Rock: Il percorso evolutivo dei OPLÁ

“Caduta libera”: gli Oplà raccontano la vertigine emotiva del loro nuovo singolo

Caduta libera” segna un momento preciso nel percorso degli Oplà: non una rottura netta, ma un’evoluzione che passa attraverso un’intensificazione emotiva e sonora. Il nuovo singolo, Caduta libera, si muove infatti lungo una traiettoria tesa, irrequieta, in cui rabbia e fragilità convivono senza mai trovare una vera risoluzione. È un brano che rinuncia consapevolmente a soluzioni rassicuranti, scegliendo invece di restare sospeso in quel punto esatto in cui il controllo vacilla e le emozioni prendono il sopravvento.

Tra atmosfere malinconiche e improvvisi picchi di intensità, “Caduta libera” costruisce un paesaggio sonoro coerente con il suo immaginario: quello di una perdita, di una notte attraversata senza punti di riferimento, in cui anche i tentativi di aggrapparsi a qualcosa — un volante, la musica, un ricordo — sembrano destinati a cedere. La band lavora per sottrazione di certezze e accumulo di tensione, modellando arrangiamenti, dinamiche e interpretazione vocale attorno al cuore emotivo del brano.

In questa intervista, gli Oplà raccontano proprio questo processo: come si costruisce una canzone che non vuole rassicurare ma restituire uno stato d’animo, come si bilanciano struttura pop e attitudine rock senza perdere identità, e in che modo “Caduta libera” si inserisce in un disegno più ampio, quello di un album pensato come un percorso unitario. Ne emerge il ritratto di una band sempre più consapevole, capace di trasformare la propria urgenza espressiva in una direzione artistica precisa.

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Il brano trasmette una forte tensione emotiva, senza cercare un ritornello “risolutivo”: com’è nata questa scelta?
Il brano in sé, per quello di cui parla e per il mood che incarna, cerca di trasmettere sensazioni come tensione e rabbia, quindi invece che un ritornello risolutivo con “accordoni” in maggiore sembrava più coerente la ricerca di sonorità più tensive. Il ritornello in particolare gioca proprio su questi aspetti, includendo una prima parte in climax ascendente fino al massimo picco di sfogo e una seconda parte che torna a scendere fino a “mi riportano da te”, lasciando spazio anche ad amarezza e rassegnazione. Diciamo che le scelte armoniche, melodiche e dinamiche seguono molto il forte stato d’animo racchiuso nel testo.

Anche la produzione sembra seguire molto da vicino le emozioni del testo: quanto è stato importante questo equilibrio?
È una domanda che si ricollega molto alla precedente, nel senso che la produzione segue la direzione musicale e di conseguenza anche del testo e delle sue sensazioni, alternando momenti di sfogo e di massima tensione al senso di vuoto che lasciano, sullo sfondo di un’atmosfera malinconica.

La linea vocale è particolarmente intensa e dinamica: come l’avete costruita?
In realtà la linea vocale ha subito vari cambiamenti nel tempo, soprattutto nel ritornello in cui inizialmente si muoveva su un range più basso e sulla falsa riga delle strofe, mentre successivamente ci è sembrato più giusto liberarla su note più alte e comunicative, affinché emergesse maggiormente l’intensità delle parole. L’interpretazione porta sicuramente la fragilità di cui ha bisogno, ma anche una buona dose di rabbia e sofferenza. Abbiamo quindi modellato l’idea strada facendo, come se ci fossimo calati gradualmente nelle esigenze interpretative del brano e questo vale per la voce come per gli strumenti.

Nei vostri brani si sente una struttura pop dentro un’attitudine rock: è una cifra voluta?
I nostri brani sono proiettati verso il rock ma seguono strutture molto convenzionali e pop, quindi sicuramente la ripetitività armonica, che definirei più come organizzazione a “blocchi” della canzone, è un elemento che fa parte di noi, anche se siamo sempre alla ricerca di espedienti o variazioni che, pur mantenendo la coerenza strutturale, possano togliere monotonia e prevedibilità: in “Caduta libera” accade per esempio nella parte di vocalizzi dopo il secondo ritornello, di cui si riprendono in parte gli accordi con l’introduzione di variazioni armoniche, pattern ed elementi diversi nell’arrangiamento.

Il titolo “Caduta libera” è molto evocativo: cosa rappresenta per voi?
Come già accennato nelle precedenti risposte, pensiamo che la priorità fosse cercare di seguire le sensazioni e le emozioni del testo. “Caduta libera” è un titolo molto rappresentativo, perché descrive quei momenti in cui il mondo ti crolla addosso, ma soprattutto nelle strofe emerge anche il tema della ricerca di controllo e di rifugio (“cerco pace aggrappato ad un volante”, “la musica mi illude che questa non sia la realtà”…), mentre il ritornello si lascia più andare sia nel testo che nella musica.

Questo singolo che ruolo ha nel vostro percorso artistico?
Questo singolo rappresenta sicuramente un’evoluzione e un tassello del nostro percorso. Rimane coerente con i lavori precedenti e lo sarà anche con i successivi poiché abbiamo un progetto di album che include tutti i pezzi già usciti e che usciranno nei prossimi mesi, quindi legati e pensati per stare assieme. È sicuramente anche un passo in avanti all’interno di una crescita costante perché ogni volta che torniamo in studio acquisiamo progressivamente esperienza e cerchiamo di capire quali aspetti migliorare per il lavoro successivo.

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Roberto

Roberto

Creando Diffusioni Musicali, abbiamo voluto dare vita a uno spazio dove le nuove voci potessero farsi sentire. Ascoltare i giovani talenti è sempre una grande fonte di ispirazione!

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