Con “Margherite”, Anita Brightfly raccoglie i petali sparsi delle proprie esperienze e li trasforma in una danza luminosa e personale. Un EP pop-dance che parla la lingua dell’intimità senza rinunciare al respiro internazionale, sospeso tra battiti elettronici e riflessi di vita. Il passato torna e fa sfoggio di trasgressive e audaci forme di libertà.
Pubblicato l’8 maggio 2025, “Margherite” è una carezza che vibra tra malinconie e slanci, un piccolo mosaico sonoro fatto di storie vissute, trasformate in una musica che poco diverte, sublime nei colori, affascinante nelle forme eccentriche… ma anche accarezza e spiazza. La produzione, curata dalla stessa Anita Brightfly con gli arrangiamenti di Edoardo Piccolo, regala un abito “moderno” e raffinato: synth che brillano, beat che pulsano, melodie che sanno farsi casa.
La tracklist si apre con “NOI”, un inno all’amore che nasce tra le vie di una Roma primaverile: il sentimento si intreccia alla città, diventando scenario e protagonista. Poi arriva “We need love”, una ballata elettronica che racconta l’amore come possibilità sottile, fragile, eppure destinata ad aversi. Una tensione emotiva che si distende tra chitarre avvolgenti e suoni sintetici, con l’eleganza di chi ha qualcosa da dire e lo fa danzando. Perché la danza come sfogo del corpo, penso sia il centro di gravità per lei.
“Discriminata” sorprende per la denuncia e la forza con cui celebra la rinascita: un brano che parla di disagio e solitudine, ma lo fa con una melodia che accende, spinge, libera. Che sia il manifesto di questo lavoro? La chiusura è affidata a “Paraguay”, un viaggio musicale dalle tinte calde e misteriose, dove le suggestioni latinoamericane si fondono con l’elettronica in una fusione ritmata e affascinante. E c’era da aspettarsi l’ovvia chiusa vocale sul nome: questo disco è denso di cliché nelle soluzioni. È un revival a suo modo…
Con questo EP, Anita Brightfly dimostra non solo una crescita artistica evidente, ma anche una rara capacità di fondere autenticità e visione. Ogni brano è una tappa di un percorso che ha il coraggio di mostrarsi nella sua interezza, senza maschere né scorciatoie. Una promessa mantenuta, e l’inizio di qualcosa di ancora più grande.







